Nov 05 2007
iPhone in Italia: Altroconsumo vigila
Altroconsumo, allarmato a causa dei contratti stipulati da Apple in altri stati europei, ci mette in guardia sulle possibili conseguenze dell’iPhone italiano.
“Bello e desiderabile lo è di sicuro, ma non mancano le pecche, prima fra tutte il fatto che venga distribuito con un sim lock. Negli Stati Uniti funziona solo con la rete di AT&T: il blocco dura due anni. Va ricordato che è un diritto del consumatore, sei mesi dopo l’acquisto di un apparecchio, di chiedere all’operatore di “sbloccarlo”. In questo caso il gestore non può opporsi.
L’Agcom ha inoltre sancito che non solo il sim lock non può durare più di 18 mesi ma che, se si vuole vendere un apparecchio bloccato, questo dovrà avere un prezzo molto più basso rispetto al suo prezzo pieno. E, in ogni caso, la legge Bersani ha stabilito che il consumatore, in caso di obbligo contrattuale di un certo numero di anni, ha diritto di recesso in qualunque momento, sottolineando che non è possibile far pagare una penale giustificata dai costi che l’operatore è costretto a sostenere in questi casi. Esiste poi l’obbligo di vendere un apparecchio, e l’iPhone non dovrà fare eccezione, sia nella versione “bloccata” si in quella “sbloccata”, ovviamente con prezzi differenti.
Il livello di guardia è ancora più alto perché Apple detiene il 75% del mercato dei lettori di musica digitale. Inoltre ha un sistema chiuso a terze parti (che è già sotto indagine in Francia) e di conseguenza comincia a farsi concreto il rischio che possa estendere la sua posizione dominante nel mercato degli apparecchi integrati (lettori di musica-telefonino-smartphone).
Se poi in Italia dà l’esclusiva a un operatore come Tim/Telecom, che è già stato notificato per la sua notevole forza di mercato, potrebbero esserci dei seri pericoli di tipo concorrenziale.”
da: Altroconsumo.it
Mirko
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