Sep 19 2008

Se le Pmi si trasferiscono online…

Published by admin at 09:17 under Curiosità, Web

La febbre della vendita sul web ha contagiato l’Italia da tempo. Secondo eBay.it, i negozi online sono più di 20 mila. La regione più attiva è la Lombardia, con tremila cyber-negozi. Gli oggetti più venduti sono i prodotti enogastronomici (in particolare i vini dolci), soprattutto in Umbria, Marche ed Emilia-Romagna, ma anche il collezionismo ha grande fortuna nelle transazioni in Rete. Molti siti vendono francobolli, monete e banconote, con Veneto, Calabria e Campania a fare da traino, mentre l’Abruzzo sembra essere terra di appassionati di libri antichi. Per la musica (strumenti musicali, lettori digitali), i punti di riferimento sono Valle d’Aosta (con una singolare preferenza per le armoniche a bocca), Puglia e Friuli-Venezia Giulia.

Tra i giocattoli (venduti online soprattutto in Sicilia e Liguria), sono in testa alla classifica aquiloni, biglie e yo-yo. “Sempre più venditori – dice Leonardo Costa, responsabile area venditori di eBay.it – capiscono l’utilità di quella vetrina virtuale che solo il web può offrire”.

Il fenomeno è senza dubbio importante, denota vitalità e sensibilità all’innovazione di molte persone e quindi anche di una parte delle consuetudini di un’Italia che in tanti, non senza il supporto di prove evidenti, descrivono come statica e ripiegata su se stessa. Tuttavia, la proliferazione di questa forma di e-shopping, se si guardano solo i numeri, resta un fatto modesto, che non va a incidere sui grandi processi dell’economia. Ma basta poco pechè questo accada, perchè da qui prenda le mosse qualcosa di ben più importante.

E’ sufficiente che quest’attenzione all’e-commerce contagi le Pmi o, meglio, i loro fondatori e dirigenti, che senza dubbio (anche solo in base a una risultanza statistica) sono presenti in forze in questo esercito di maniaci di eBay, di fanatici delle aste online, perchè si scateni un fenomeno ben più grande. Se davvero le Pmi italiane, oggi un po’ diffidenti, abbracciassero la filosofia del web, potrebbe prendere il via una fase nuova e forse più ricca di benessere. Trasformando in virtù le necessità di una congiuntura non facile, l’Italia potrebbe, grazie alla riduzione dei costi e alla velocizzazione dei processi aziendali permesse da internet, dopo molti anni di stasi, fare un passo importante verso una maggiore innovazione.

da: affaritaliani.it

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