Feb 12 2009
Google ti aiuta a ridurre i consumi energetici
“Immaginate quanto sarebbe difficile rispettare un budget in un negozio senza prezzi. E’ proprio quello che avviene con l’elettricità oggi. Il tuo fornitore ti invia una bolletta alla fine del mese con pochissimi dettagli”.
Con questo efficace esempio, Google.org (il braccio no-profit del colosso di Mountain View) ha presentato PowerMeter, un nuovo progetto per misurare e monitorare in tempo reale i consumi di ogni apparecchio e gadget domestico. Il software è ancora un prototipo testato internamente e non è ben chiaro tra quanto tempo verrà rilasciato.
“Se non puoi misurare qualcosa, non puoi nemmeno migliorarla” spiega Google nel video di presentazione del progetto. E cioè, fino a quando non sapremo con esattezza come e dove sperperiamo energia, non potremo nemmeno ridurre l’impronta ecologica domestica.
Un ingegnere di Google.org che ha testato in anteprima il software afferma che è riuscito a consumare il 64% in meno di energia (risparmiando 3000 dollari su base annua).
PowerMeter è, quindi, in primo luogo un software in grado di quantificare meglio i consumi di ogni singolo dispositivo domestico. Affinché ciò sia possibile, Google deve ora stringere partnership con i principali fornitori e produttori di elettronica, in modo da permettere agli apparecchi di poter dialogare con l’applicativo. “Non possiamo costruire questo prodotto da soli. Dipendiamo su un più vasto ecosistema di servizi, produttori e normative”, ha spiegato un manager di Google.org al New York Times.
In un secondo momento, è facile aspettarsi che Google rilasci un gadget che permetta di monitorare online i propri consumi domestici. E, nel caso, suggerire anche come risparmiare.
In realtà, esistono già decine di programmi simili (come Gridwise, HomePlug, Zigbee Alliance) che spingono per lo sviluppo delle smart grid di prossima generazione (su cui sta lavorando anche Enel).
Dal canto suo, Google potrà far leva sul proprio nome per stringere partnership più efficaci con fornitori e produttori. E così riuscire ad organizzare meglio non solo le informazioni online, ma anche quelle della nostra vita offline.
da:mytech.it
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