Mar 03 2009
Due novità dalla guerra dei browser
Le cose si fanno interessanti nel settore dei browser. Eccovi due aggiornamenti che arricchiscono ulteriormente il panorama, già abbastanza frizzante negli ultimi mesi.
Mercoledì scorso, 25 Febbraio, è arrivata la notizia che Omniweb, un poco noto browser per sistemi Mac, è diventato finalmente gratuito. La caratteristica fondamentale che lo ha distinto negli anni è stata quella di essere sempre un passo avanti. Ma adesso, finalmente, la gratuità attribuisce ad OmniWeb la forza di giocare ad armi pari e sullo stesso piano con tutti gli altri competitor, sicuramente più noti e blasonati.
Basato su di una versione leggermente modificata di WebKit, i suoi punti di forza sono sempre stati: il sistema di bloccaggio automatico della pubblicità, la funzione di preview per le tab, la possibilità di salvare le sessioni di navigazione ed un lettore di feed RSS integrato. Tutte caratteristiche fino a qualche anno fa ancora sconosciute ai più noti Internet Explorer, Safari e Firefox. Dunque se ai tempi di questa disparità un costo d’acquisto per questo software poteva essere alquanto giusfiticabile, ormai, con l’adozione di massa di quelle stesse features da parte dei diretti concorrenti, ormai non ha davvero più senso mantenerlo nello status di client a pagamento. Da qui la decisione della società Omni Group di rendelo completamente gratuito.
La battaglia tra Google Chrome e Internet Explorer inzia ad entrare nel vivo. Le cose si fanno serie. La mega company di Mountain View pare voglia schierarsi dalla parte dell’Unione Europea nel condannare la condotta monopolistica di Microsoft nel settore browser.
Proprio il vice presidente del product management, tale Sundar Pichai, ha dichiarato: «Google crede che il mercato dei browser è ancora largamente anti-competitivo, il che significa provocare un ritardo nell’innovazione per gli utenti. Ciò avviene perché Internet Explorer è strettamente legato al dominante sistema operativo di Microsoft, dandogli un vantaggio non equo sugli altri browser».
Firefox e Safari con le loro quote di mercaro (rispettivamente 21,5% e 8,3%) di certo possono dormire sonni tranqulli, alla luce di questa dichiarazione ufficiale. Le mire di Big G evidentemente sono rivolte altrove.
Ma, a fronte del misero 1% di mercato di Chrome, si può permettere di fare la voce grossa? Con quelle parole forse il dirigente di Google vuole farci intendere che la strategia di fondo della sua società è quella di far includere d’ufficio, per vie impositive, il proprio client in Windows?
da: itnews.it
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