Mar 05 2009
L’IT non conosce crisi. La ripresa arriva da lontano?
Recessione? No grazie. Se l’attuale congiuntura economica lascia presagire, almeno nel breve, più sacrifici che gratifiche, un raggio di sole sembra provenire dal settore informatico.
Così almeno sostiene un sondaggio condotto da Robert Half Technology, chiamato IT Hiring Index: si può definire una sorta di borsino-stipendi (o barometro occupazionale, a seconda) per chi di professione è Chief Information Officer.
Il campione è rappresentato da 1400 responsabili IT su base mondiale; le previsioni parlano di un aumento di stipendio – decisamente in controtendenza, in tempo di tagli – del 2% nei prossimi tre mesi per chi svolge questa mansione. Oltre a ciò, emergono altri dati improntati all’ottimismo: l‘8% dei CIO promette assunzioni di personale informatico entro il prossimo trimestre, mentre il 6% è intento a tagliare posizioni di staff.
“Non è una sorpresa: – ha commentato Dave Willmer, Executive Director di Robert Half Technology – le aziende sono più caute nell’assumere. I budget sono orientati verso i progetti IT maggiormente critici, e le aziende agiscono di conseguenza in termini di esigenze di organico”.
Il trend è in crescita, dunque: esattamente del 14% da dicembre 2006, secondo l’inchiesta. Quella che è cambiata è la tipologia di lavoro: se due anni fa i sistemisti Windows e gli amministratori di rete erano i papabili per le nuove assunzioni, ora il vento soffia verso chi si occupa di desktop e di supporto tecnico di primo livello.
Non che i primi, tuttavia, se la passino male: il computo delle assunzioni dell’ultimo biennio è ancora positivo; quasi il 15% dei CIO punta ancora su rete e supporto come area di maggiore crescita, mentre il 10% scommette sullo sviluppo legato a Internet.
Nei comparti collegati, rimangono forti tanto i business services quanto le consulenze: nel prossimo trimestre dovrebbero crescere, rispettivamente, del 7% e del 6%. Buone notizie, quindi, tanto per le aziende che erogano servizi informatici a terzi, quanto per i professionisti del settore.
Dal punto di vista geografico, sono ancora gli USA a farla da padrone – e non può essere altrimenti, visto che è da loro che arrivano i segnali più forti dal punto di vista informatico, che influenzano in maniera significativa i mercati europei. Anche se, per molti di questi ultimi, il grande punto interrogativo rimane la dimensione d’impresa: in quanti – si pensi al caso italiano – possono permettersi un Chief Information Officer?
Se si considera che lo stipendio medio stimato da Robert Half Technology per un CIO è di 105.000 dollari (al cambio, più di 83.000 euro) annui, si può azzardare una facile previsione. E prendere l’inchiesta come un generico auspicio di crescita, e non come verità rivelata, almeno alle nostre latitudini.
da:mytech.it
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