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	<title>orbitaweb.it &#187; browser</title>
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	<description>Il meglio dal mondo web... e da ciò che gli gira attorno</description>
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		<title>L&#8217;evoluzione del mercato dei browser</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 08:21:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Bellissimo grafico che illustra l’evoluzione nell’utilizzo dei browser dal gennaio 2002 all’agosto 2009.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo grafico che illustra l’evoluzione nell’utilizzo dei browser dal gennaio 2002 all’agosto 2009.</p>
<p>http://www.michaelvandaniker.com/labs/browserVisualization/</p>
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		<title>Browser portabili, server proxy e la privacy</title>
		<link>http://www.orbitaweb.it/2010/01/05/browser-portabili-server-proxy-e-la-privacy/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 12:46:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Durante il normale funzionamento di un browser viene creata una grande quantità di file temporanei. Ogni volta che si apre una pagina web molte delle sue componenti devono essere scaricate sul computer prima di procedere alla loro impaginazione e visualizzazione.
Pulsanti, immagini, animazioni e tutti gli altri elementi delle pagine visitate possono rimanere nelle cartelle dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante il normale funzionamento di un browser viene creata una grande quantità di file temporanei. Ogni volta che si apre una pagina web molte delle sue componenti devono essere scaricate sul computer prima di procedere alla loro impaginazione e visualizzazione.</p>
<p>Pulsanti, immagini, animazioni e tutti gli altri elementi delle pagine visitate possono rimanere nelle cartelle dei file temporanei del computer su cui viene eseguito il browser. Se la navigazione avviene su un Pc a uso esclusivo dell’utente ciò non comporta alcun problema, in quanto il materiale rimane privato. Se il Pc viene condiviso tra più utenti oppure è dedicato a scopi lavorativi, invece, possono presentarsi problemi di privacy.</p>
<p>Sebbene la maggior parte degli elementi salvati nelle directory temporanee sia scarsamente significativo (per esempio, un rettangolo blu con al centro la scritta Ok dice ben poco del contenuto della pagina web di cui era parte), vi sono casi in cui possono rivelare informazioni personali.</p>
<p>L’utilizzo di un browser portabile, eseguibile da un supporto esterno diverso dall’hard disk del computer, consente di aggirare questo problema: eventuali file temporanei non rimangono più sulla memoria di massa centrale del Pc, ma sono creati sul supporto dell’utente (nella maggior parte dei casi un pendrive Usb). Pur risolvendo il problema dei file temporanei, della cronologia, dei cookie e di altre informazioni sensibili, questo metodo non può impedire che il fornitore della connettività adotti altre tecniche di monitoraggio dell’utilizzo della rete. Nel caso specifico, il server proxy al quale il browser deve fare riferimento per ottenere la connessione serve proprio a mantenere una statistica dei siti più visitati e fornire eventuali funzionalità di caching che possono ridurre la banda sprecata in accessi ripetuti alle stesse informazioni.</p>
<p>Come è facile immaginare, per costruire una statistica attendibile è necessario mantenere un archivio storico con un numero di accessi rilevante. È quindi probabile che per ogni utente della rete aziendale siano mantenute le registrazioni degli indirizzi dei siti visitati per un arco di tempo di almeno qualche mese.</p>
<p>Meno probabile è l’adozione di strategie di logging del traffico, ovvero che venga tenuta una copia di tutte le informazioni che transitano attraverso il server proxy: questa funzione richiederebbe uno spazio di archiviazione enorme e avrebbe un impatto non trascurabile sull’efficienza della rete aziendale. Concludendo, la scelta di utilizzare un browser portabile elimina i problemi di privacy derivanti dai file prodotti durante la navigazione, ma non rende del tutto anonimi gli accessi alla Rete. Quest’ultimo scopo, nella maggior parte dei casi, non è ottenibile.</p>
<p>da:pcprofessionale.it</p>
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		<title>Microsoft: la Ue dice si al ballot screen</title>
		<link>http://www.orbitaweb.it/2009/12/18/microsoft-la-ue-dice-si-al-ballot-screen/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 08:16:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo anni di contenzioso, Microsoft e l&#8217;Unione Europea hanno finalmente raggiunto un accordo.
Ne dà notizia la stessa Commissione in una nota pubblicata sul proprio sito, nella quale dichiara di aver accettato gli impegni ufficialmente assunti da Microsoft, con l&#8217;obiettivo di rendere più dinamico il mercato dei browser.
Microsoft è stata più volte chiamata in causa in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo anni di contenzioso, Microsoft e l&#8217;Unione Europea hanno finalmente raggiunto un accordo.<br />
Ne dà notizia la stessa Commissione in una nota pubblicata sul proprio sito, nella quale dichiara di aver accettato gli impegni ufficialmente assunti da Microsoft, con l&#8217;obiettivo di rendere più dinamico il mercato dei browser.</p>
<p>Microsoft è stata più volte chiamata in causa in questi anni con l&#8217;accusa di abuso di posizione dominante, per aver integrato il proprio browser Internet Explorer nel proprio sistema operativo e dunque contravvenendo alle&#8217;Articolo 102 del Trattato dell&#8217;Unione (Tfeu).</p>
<p>In risposta alle ultime istanze, Microsoft si è detta disponibile a offrire agli utenti europei la possibilità di scegliere tra browser diversi e a consentire ai produttori di disabilitare Internet Explorer sulle macchine di loro produzione.</p>
<p>In base ai termini dell&#8217;accordo, Microsoft per i prossimi cinque anni renderà disponibile nei Paesi della Ue, attraverso la procedura di Windows Update, un “choice screen”, definizione con la quale l&#8217;Unione Europea identifica il ballot screen di cui abbiamo avuto già modo di parlare in precedenti articoli, vale a dire una schermata a opzioni multiple dalla quale gli utenti potranno selezionare quale o quali browser desiderano utilizzare, in alternativa o in sostituzione di Internet Explorer.</p>
<p>Microsoft è formalmente impegnata al rispetto dell&#8217;accordo sottoscritto e in caso di infrazione la Commissione può intervenire comminando una ammenda pari a un massimo del 10% del turnover annuale complessivo di Microsoft, senza dover ulteriormente provare la violazione del regolamento antitrust comunitario.<br />
L&#8217;accordo sottoscritto sarà rivisto tra due anni, e nel frattempo Microsoft è tenuta a riferire con regolarità alla Ue, a partire da sei mesi dalla stipula dell&#8217;accordo, così come è tenuta a portare eventuali modifiche al ballot screen, in base alle richieste della Commissione.</p>
<p>da: b2b24.ilsole24ore.com</p>
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		<title>Due novità dalla guerra dei browser</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 08:09:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le cose si fanno interessanti nel settore dei browser. Eccovi due aggiornamenti che arricchiscono ulteriormente il panorama, già abbastanza frizzante negli ultimi mesi.
Mercoledì scorso, 25 Febbraio, è arrivata la notizia che Omniweb, un poco noto browser per sistemi Mac, è diventato finalmente gratuito. La caratteristica fondamentale che lo ha distinto negli anni è stata quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le cose si fanno interessanti nel settore dei browser. Eccovi due aggiornamenti che arricchiscono ulteriormente il panorama, già abbastanza frizzante negli ultimi mesi.<br />
Mercoledì scorso, 25 Febbraio, è arrivata la notizia che Omniweb, un poco noto browser per sistemi Mac, è diventato finalmente gratuito. La caratteristica fondamentale che lo ha distinto negli anni è stata quella di essere sempre un passo avanti. Ma adesso, finalmente, la gratuità attribuisce ad OmniWeb la forza di giocare ad armi pari e sullo stesso piano con tutti gli altri competitor, sicuramente più noti e blasonati.<br />
Basato su di una versione leggermente modificata di WebKit, i suoi punti di forza sono sempre stati: il sistema di bloccaggio automatico della pubblicità, la funzione di preview per le tab, la possibilità di salvare le sessioni di navigazione ed un lettore di feed RSS integrato. Tutte caratteristiche fino a qualche anno fa ancora sconosciute ai più noti Internet Explorer, Safari e Firefox. Dunque se ai tempi di questa disparità un costo d’acquisto per questo software poteva essere alquanto giusfiticabile, ormai, con l’adozione di massa di quelle stesse features da parte dei diretti concorrenti, ormai non ha davvero più senso mantenerlo nello status di client a pagamento. Da qui la decisione della società Omni Group di rendelo completamente gratuito.<br />
La battaglia tra Google Chrome e Internet Explorer inzia ad entrare nel vivo. Le cose si fanno serie. La mega company di Mountain View pare voglia schierarsi dalla parte dell’Unione Europea nel condannare la condotta monopolistica di Microsoft nel settore browser.<br />
Proprio il vice presidente del product management, tale Sundar Pichai, ha dichiarato: «Google crede che il mercato dei browser è ancora largamente anti-competitivo, il che significa provocare un ritardo nell’innovazione per gli utenti. Ciò avviene perché Internet Explorer è strettamente legato al dominante sistema operativo di Microsoft, dandogli un vantaggio non equo sugli altri browser».<br />
Firefox e Safari con le loro quote di mercaro (rispettivamente 21,5% e 8,3%) di certo possono dormire sonni tranqulli, alla luce di questa dichiarazione ufficiale. Le mire di Big G evidentemente sono rivolte altrove.<br />
Ma, a fronte del misero 1% di mercato di Chrome, si può permettere di fare la voce grossa? Con quelle parole forse il dirigente di Google vuole farci intendere che la strategia di fondo della sua società è quella di far includere d’ufficio, per vie impositive, il proprio client in Windows?</p>
<p>da: itnews.it</p>
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