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	<title>orbitaweb.it &#187; facebook</title>
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		<title>Zuckerberg: abbiamo sbagliato, rimedieremo</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 07:53:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Abbiamo commesso degli errori&#8221;: così il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, ha riassunto gli ultimi mesi del social network in blu, su cui sono piovute addosso critiche da più parti a causa della gestione della privacy degli utenti, secondo molti non sempre tutelati a dovere. Ora l&#8217;ex studente di Harvard ha confermato la propria volontà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Abbiamo commesso degli errori&#8221;: così il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, ha riassunto gli ultimi mesi del social network in blu, su cui sono piovute addosso critiche da più parti a causa della gestione della privacy degli utenti, secondo molti non sempre tutelati a dovere. Ora l&#8217;ex studente di Harvard ha confermato la propria volontà di mettere ordine sulla piattaforma da lui creata nel 2004, per riguadagnarsi la fiducia dei netizen.</p>
<p>In uno scambio di mail con Robert Scoble, techican evangelist statunitense, Zuckerberg ha ammesso i suoi errori sottolineando che la volontà sua e dei suoi colleghi era e rimane quella di creare un prodotto sempre migliore: &#8220;Spero che la gente capisca che abbiamo agito con le migliori intenzioni &#8211; ha scritto &#8211; e che teniamo molto ai feedback degli utenti&#8221;. L&#8217;ultima frase in particolare è volta a spazzare via le voci secondo cui i commenti negativi agli annunci dello staff di Facebook venissero accuratamente cancellati in modo da mostrare una situazione di generale consenso.</p>
<p>Nonostante le peripezie sono ancora in molti a sostenere che l&#8217;approccio innovativo di Facebook sia quello giusto, dettato dall&#8217;implementazione frenetica di nuove feature da regolare successivamente secondo quello che si ritiene essere il giudizio della community. Uno di questi è Steve Ballmer che ha posizionato Zuckerberg nella schiera dei &#8220;bravi ragazzi&#8221; benedicendone l&#8217;operato. Rispondendo ad alcuni reporter su questioni inerenti la privacy, il CEO di Microsoft ha dichiarato che &#8220;con tutte le opportunità, gli argomenti che ci interessano e l&#8217;evoluzione delle cose è necessario lavorare duramente per non creare più problemi di quelli che possiamo risolvere&#8221;.</p>
<p>Dunque nei prossimi giorni, stando a quanto promesso da Zuckerberg, i 400 milioni di utenti Facebook assisteranno alle prime fasi del processo di semplificazione della gestione della privacy. Nelle ultime due settimane sono stati consultati esperti in materia e sono state saggiate le reazioni della community, in particolare dopo l&#8217;innesto di Open Graph. In un annucio ufficiale, anticipato in parte dalla lettera di Zuckerberg, viene spiegato che &#8220;a breve verranno apportati dei cambiamenti&#8221; e che &#8220;gli utenti apprezzano le ultime novità introdotte ma pretendono un interazione più semplice con esse&#8221;.</p>
<p>È ancora presto per capire quali saranno gli effetti di questi provvedimenti, ufficiali e non, soprattutto visto il crescente interessamento dei governi, in particolare quello USA, per verificare l&#8217;effettiva tutela della privacy da parte dei responsabili di Palo Alto. C&#8217;è però chi è convinto che queste vicissitudini saranno presto dimenticate e che Facebook continuerà a macinare utenti e record affermandosi sempre più come unità fondante dell&#8217;esperienza Web dei nativi digitali.</p>
<p>da:punto-informatico.it</p>
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		<title>Facebook, grave gaffe sulla privacy</title>
		<link>http://www.orbitaweb.it/2010/05/10/facebook-grave-gaffe-sulla-privacy/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 07:47:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È del tutto grave il bug scoperto su Facebook e tale da minare completamente la privacy di un utente e probabilmente la sicurezza dei suoi amici sul social network medesimo. È tutto spiegato in un filmato nel quale l&#8217;exploit è illustrato con estrema chiarezza.
Inutile provare: una volta scoperto il problema, la chat è stata bloccata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È del tutto grave il bug scoperto su Facebook e tale da minare completamente la privacy di un utente e probabilmente la sicurezza dei suoi amici sul social network medesimo. È tutto spiegato in un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ny8ui4delEo">filmato</a> nel quale l&#8217;exploit è illustrato con estrema chiarezza.</p>
<p>Inutile provare: una volta <a href="http://eu.techcrunch.com/2010/05/05/video-major-facebook-security-hole-lets-you-view-your-friends-live-chats/">scoperto</a> il problema, <strong>la chat è stata bloccata immediatamente</strong> ed ogni prova restituisce semplicemente un messaggio di errore indicante lo stato di manutenzione del servizio.</p>
<p>Il problema è paradossalmente insito nello strumento che Facebook mette a disposizione degli utenti per verificare l&#8217;esatto funzionamento delle proprie impostazioni per la privacy. Cercando tale funzione, infatti, è teoricamente possibile vedere il proprio profilo navigando sulla propria bacheca sotto le spoglie di un utente terzo. Tale strumento, però, <strong>permetteva altresì di vedere la chat della persona terza, senza limitazione alcuna</strong>. Quello che è uno strumento di controllo delle proprie impostazioni, dunque, diventava facilmente uno strumento di spia per le bacheche altrui.</p>
<p>Per Facebook trattasi di un <strong>grave inciampo sulla via della privacy</strong>, una grave gaffe che rischia di compromettere la fiducia di quanti hanno affidato al network i propri dati, i propri contatti e lo schema sociale che giorno dopo giorno ci si costruisce attorno. Nel momento in cui Facebook sta tentando di portare il proprio grafico sociale a diventare qualcosa di più di una semplice griglia di amicizie, questo tipo di errori va evitato come il male della peggior specie.</p>
<p>Quando il problema ha assunto pubblica notorietà la chat è stata immediatamente bloccata. Probabilmente <strong>l&#8217;immediatezza della reazione ha evitato danni reali agli utenti</strong>, ma la moltiplicazione delle segnalazioni nelle prossime ore non potrà che minare l&#8217;immagine del network. Perchè si tratta di una rete, va ricordato, che solo in Italia raccoglie qualcosa come 16 milioni di cittadini.</p>
<p>da:webnews.it</p>
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		<title>Facebook, dammi indietro i miei dati</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 07:57:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grande successo nel social network per l’applicazione Give Me My Data, dopo che Facebook ha tolto le informazioni personali contenute nei profili per renderle dati pubblici, al fine di costruire un social graph aperto e condiviso con altri siti web.  Owen Mundy, professore d’Arte all’Università della Florida, aveva sviluppato l’applicazione ad uso personale, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grande successo nel social network per l’applicazione Give Me My Data, dopo che Facebook ha tolto le informazioni personali contenute nei profili per renderle dati pubblici, al fine di costruire un social graph aperto e condiviso con altri siti web.  Owen Mundy, professore d’Arte all’Università della Florida, aveva sviluppato l’applicazione ad uso personale, per raccogliere le informazioni dei profili dei suoi amici ai fini di una loro rappresentazione visiva, e solo in un secondo tempo aveva deciso di metterla a disposizione su Facebook così che ciascun membro del social network avesse la possibilità di esportare i propri dati dal social network, anche solo per averne una copia personale.</p>
<p>Nel frattempo le impostazioni di privacy di Facebook sono cambiate un’altra volta e com’è noto ora le preferenze e gli interessi indicati da ciascuno di noi nel profilo sono stati spostati in un contenitore pubblico accessibile anche ad altri siti web, con l’intento dichiarato dal social network di ampliare la rete dei contatti e relazioni sociali dei suoi membri, basandosi sugli interessi condivisi.<br />
Ma come ricorda il <a href="http://gadgetwise.blogs.nytimes.com/2010/05/01/facebook-app-brings-back-data/?partner=rss&amp;emc=rss" target="_blank">New York Times</a>, che all’iniziativa di Mundy ha dedicato un articolo , nei termini d’uso di Facebook c’è scritto chiaramente che è l’utente a possedere tutti i contenuti postati su Facebook e ad avere il pieno controllo su di essi e quindi l’ultima decisione di Mark Zuckerberg risulta piuttosto arbitraria. Così una piccola applicazione gratuita come <a href="http://givememydata.com/" target="_blank">Give Me My Data</a> è diventata la via per migliaia di utenti che vogliono esercitare il loro sacrosanto diritto di avere il pieno controllo sulle informazioni postate su Facebook. Purtroppo con Give me My Data non è possibile ripristinare il proprio profilo così come era stato compilato, ma siccome Facebook ha solo spostato i dati e non cancellati, è possibile esportarli nei formati Txt, CSV, XML, DOT, SQL. Nel giro di una settimana l’applicazione è già stata scaricata migliaia di volte e nella pagina <a href="http://www.facebook.com/apps/application.php?id=206330625089" target="_blank">Facebook </a>si possono leggere le istruzioni su come utilizzarla.</p>
<p>da: pcprofessionale.it</p>
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		<title>Gb: torna la sifilide, Facebook tra le cause</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 16:08:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La sifilide torna in Gran Bretagna e la colpa almeno in parte sarebbe di Facebook. Il professor Peter Kelly, direttore della sanità pubblica nella regione di Teeside, nel nord-est dell&#8217;Inghilterra, ha affermato che a Sunderland, Durham e Teesside, tutte aree in cui il sito sociale é molto popolare, il numero di persone affette da sifilide [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sifilide torna in Gran Bretagna e la colpa almeno in parte sarebbe di Facebook. Il professor Peter Kelly, direttore della sanità pubblica nella regione di Teeside, nel nord-est dell&#8217;Inghilterra, ha affermato che a Sunderland, Durham e Teesside, tutte aree in cui il sito sociale é molto popolare, il numero di persone affette da sifilide è quadruplicato, proprio perché il network ha dato alla gente un nuovo modo di incontrare più partner per incontri sessuali occasionali. Secondo quanto è stato riferito oggi dal Daily Telegragh, il personale sanitario di Teeside avrebbe infatti trovato un legame tra i social network e l&#8217;aumento dei casi del virus, soprattutto tra le giovani donne. &#8220;C&#8217;é stato un aumento di quattro volte nel numero di casi di sifilide rilevati &#8211; ha spiegato Kelly &#8211; e a essere colpite sono state soprattutto le donne dai 20 ai 24 anni e gli uomini dai 25 ai 30. Non ho i nomi delle persone colpite, solo le cifre, ma ho visto che molte delle persone affette dal virus hanno incontrato i loro partner attraverso i siti di social network&#8221;. &#8220;La sifilide è una malattia devastante &#8211; ha aggiunto &#8211; e le piattaforme sociali come Facebook stanno rendendo più facile alle persone trovare partner occasionali con cui fare sesso&#8221;. Anche se i casi di sifilide in Gran Bretagna sono diminuiti grazie alla diffusione dell&#8217;uso del preservativo negli anni Ottanta e Novanta, secondo l&#8217;Health Protection Agency il virus sta ritornando e lo scorso anno si sarebbero verificati circa 4.000 casi. La malattia può causare gravi problemi al cuore, alle vie respiratorie e danni al sistema nervoso centrale. Un portavoce di Facebook ha reagito all&#8217;allarme lanciato dai medici affermando che gli utenti dovrebbero prendere &#8220;precauzioni&#8221; e stare attenti quando incontrano qualcuno, specie se conosciuto online.</p>
<p>da: ansa.it</p>
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		<title>Facebook sorpassa Google</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 08:21:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Web Compete ha fotogafato uno storico sorpasso. A gennaio 2010 su Facebook sarebbero state registrate quasi 3 miliardi di visite (2.872.823.682) con un incremento mensile del 5,92% e un rialzo rispetto all&#8217;anno prima del 141%. Google è seconda con 2.780.997.436 di visite, con una crescita mensile del 3.51% e annuale del 26.33%.
Oltre l’11% del tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Web Compete</strong> ha fotogafato uno storico sorpasso. A <strong>gennaio </strong>2010 su <strong>Facebook</strong> sarebbero state registrate quas<strong>i 3 miliardi di visite</strong> (2.872.823.682) con un incremento mensile del 5,92% e un rialzo rispetto all&#8217;anno prima del 141%. <strong>Google è seconda</strong> con 2.780.997.436 di visite, con una crescita mensile del 3.51% e annuale del 26.33%.</p>
<p>Oltre l’11% del tempo speso online dagli utenti è su Facebook, quasi il triplo del poco più del 4 % su Yahoo e Google.</p>
<p>Per numero di <strong>visitatori </strong>unici, <strong>Facebook </strong>con  oltre <strong>133 </strong>milioni avrebbe <strong>sorpassato Yahoo</strong> ferma a<strong> 132 milioni</strong>, ma <strong>Google </strong>manterrebbe lo scettro con   <strong>147,8 milioni </strong>di visitatori unici.</p>
<p>Facebook ha appena raggiunto il traguardo dei <strong>400 milioni di utenti attivi</strong>.</p>
<p>da:itespresso.it</p>
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		<title>Google vuole Gmail più social per dare l&#8217;assalto a Facebook</title>
		<link>http://www.orbitaweb.it/2010/02/09/google-vuole-gmail-piu-social-per-dare-lassalto-a-facebook/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 08:24:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Google attualmente teme più l&#8217;attacco di Facebook al suo core business, di tanti altri rivali. Facebook è un avversario temibile con i suoi 400 milioni di utenti fidelizzati: il primo social network ha scelto Bing come motore di ricerca e inoltre vuole realizzare una Webmail.
Per Google è un attacco al cuore. In risposta Google vuole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Google </strong>attualmente teme più l&#8217;attacco di Facebook al suo <strong>core business</strong>, di tanti altri rivali. <strong>Facebook </strong>è un avversario temibile con i suoi<strong> 400 milioni di utenti </strong>fidelizzati: il primo social network ha scelto <strong>Bing</strong> come motore di ricerca e inoltre vuole realizzare una <strong>Webmail</strong>.</p>
<p>Per Google è un attacco al cuore. In risposta Google vuole donare a <strong>Gmail funzionalità social-networking </strong>per dare l&#8217;assalto a Facebook. Lo riporta il <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748703630404575053480962942848.html">Wall Street Journal</a>. Gli utenti di Twitter o Facebook passeranno a Gmail solo se l&#8217;interfaccia permetterà a tutti i loro messaggi di essere reperibili da un <em>central spot</em>.</p>
<p>Attualmente Yahoo Mail consente agli utenti di vedere gli aggiornamenti a Twitter e Flickr dai contatti, dall&#8217;homepage di Yahoo Mail stesso.</p>
<p>Da tempo Google sta costruendo <strong>Google Wave</strong> e sta puntando sulla <strong>Social Search</strong> (in beta), per cercare di rimanere al centro della scena Web 2.0.</p>
<p>da:itespresso.it</p>
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		<title>Boss della mala usava Facebook per i propri traffici</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 16:27:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Sunday Times ha fatto luce sull’utilizzo di Facebook da parte di Colin Gunn, uno dei più pericolosi criminali del Regno Unito, che utilizzava il popolare social network dalla propria cella per seguire i propri affari illegali.
Colin Gunn, mandante di alcuni omicidi e per questo condannato a 35 anni di carcere, grazie all’intervento del proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Sunday Times ha fatto luce sull’utilizzo di Facebook da parte di Colin Gunn, uno dei più pericolosi criminali del Regno Unito, che utilizzava il popolare social network dalla propria cella per seguire i propri affari illegali.<br />
Colin Gunn, mandante di alcuni omicidi e per questo condannato a 35 anni di carcere, grazie all’intervento del proprio legale, pare che avesse ottenuto la concessione ad utilizzare il PC ed internet dalla propria cella (privilegio da verificare). La concessione, di per se anomala ma non isolata a quanto pare, si è trasformata in un abuso visto che il Sunday Times ha rivelato il vero interesse del detenuto.</p>
<p>Colin Gunn era un assiduo utilizzatore di Facebook e contava, nel proprio profilo, oltre 500 &#8220;amici&#8221;, gente del suo calibro, con i quali intratteneva affari al fine di continuare a seguire i propri traffici illeciti. Non solo, era solito intimidire e minacciare quelli che, secondo lui, lo avevano tradito negli anni.</p>
<p>Lo scandalo ha investito il Ministro della Giustizia Jack Straw che ha affermato di voler privare della connessione ad internet gli ospiti dei penitenziari britannici. </p>
<p>da:pctuner.net</p>
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		<title>Facebook si affida a McAfee per la sicurezza dei propri utenti</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 06:09:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con una nota diffusa poche ore fa, Jake Brill ha annunciato un accordo tra Facebook e McAfee, il secondo produttore di antivirus al mondo, riguardo la fornitura gratuita di un antivirus per la durata di sei mesi a tutti i 350 milioni di iscritti.
L’accordo prevede la possibilità, per ognuno dei 350 milioni di utenti, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Con una nota diffusa poche ore fa, Jake Brill ha annunciato un accordo tra Facebook e McAfee, il secondo produttore di antivirus al mondo, riguardo la fornitura gratuita di un antivirus per la durata di sei mesi a tutti i 350 milioni di iscritti.</span><br />
<span>L’accordo prevede la possibilità, per ognuno dei 350 milioni di utenti, di scaricare ed utilizzare gratuitamente una versione ottimizzata dell’antivirus prodotto da McAfee, alla scadenza del periodo di prova, gli utenti saranno liberi di scegliere se acquistarlo o meno. In caso di acquisto, ci tiene a precisare Jake Brill, Facebook non guadagnerà neanche un centesimo.</span></p>
<p>Un altro strumento che verrà messo a disposizione dal produttore di antivirus è un programma online utile a controllare ed a rimuovere eventuali malware presenti sui PC degli utenti del popolare social network, gratuito anche questo.</p>
<p>Per contro, sulla home page di Facebook verrà pubblicato il logo di McAfee. Sino ad ora, secondo alcune statistiche rese note proprio dal social network, solo l’1% degli utenti sono stati vittima di attacchi da parte di virus e malware nonostante i ripetuti attacchi da parte di cyber criminali.</p>
<p><span>da: </span>pctuner.net</p>
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		<title>Zuckerberg: ma chi la vuole la privacy?</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 10:17:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La crescita esponenziale del fenomeno Facebook negli ultimi due anni ha fatto sì che il social network nato nel campus di Harvard nel 2004 abbia attirato a sé più di 350 milioni di utenti che di privacy non vorrebbero proprio saperne. A dirlo è Mark Zuckerber, CEO e fondatore del social network, che proprio il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La crescita esponenziale del fenomeno Facebook negli ultimi due anni ha fatto sì che il social network nato nel campus di Harvard nel 2004 abbia attirato a sé più di 350 milioni di utenti che <strong>di privacy non vorrebbero proprio saperne</strong>. A <a href="http://www.guardian.co.uk/technology/2010/jan/11/facebook-privacy" target="_blank">dirlo</a> è Mark Zuckerber, CEO e fondatore del social network, che proprio il mese scorso ha subito un drastico cambiamento delle regole riguardanti la privacy.</p>
<p>Intervistato da Micheal Arrington di TechCrunch, il venticinquenne amministratore delegato ha spiegato che se dovesse trovarsi nelle condizioni di ricostruire Facebook da zero non si farebbe scrupoli ed eliminerebbe tutti gli escamotage che in questi anni hanno permesso agli utenti di selezionare quali informazioni personali condividere con la comunità.</p>
<p>&#8220;Quando ho iniziato nella mia stanza a Harvard &#8211; ha proseguito Zuckerberg &#8211; in molti mi chiedevano per quale ragione qualcuno avrebbe dovuto mettere su Internet qualsiasi tipo di informazione personale&#8221;. Preoccupazioni che, per il giovane boss di Palo Alto, sarebbero poi cadute nell&#8217;oblio: &#8220;Negli ultimi 5-6 anni &#8211; ha precisato &#8211; sono decollati diversi servizi che permettono la condivisione di informazioni sulla Rete e la gente non solo ha accolto serenamente l&#8217;idea di spargere nel Web questa sua parte di intimità, ma addirittura lo ha fatto con una grande varietà di persone e sempre più apertamente. È una norma sociale che si è evoluta con il tempo&#8221;. </p>
<p>In poco più di cinque minuti di intervista Zuckerberg ha trovato il tempo per definire se stesso e la sua azienda come soggetti investiti di un ruolo fondamentale: quello di motore portante dell&#8217;innovazione e specchio dei mutamenti delle dinamiche sociali. Dinamiche che non sembrano più includere la privacy tra le caratteristiche principali.</p>
<p>da: punto-informatico.it</p>
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		<title>Quando Facebook rovina la vita</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 07:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una foto inopportuna nel proprio album, un commento fuori luogo, un aggiornamento pubblicato nel momento sbagliato ed ecco che a causa della passione per Facebook ci si ritrova nei guai senza nemmeno rendersene conto. Chi possiede un account all’interno del popolare sito di amicizie e lo utilizza quotidianamente per tenere informati gli amici in merito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una foto inopportuna nel proprio album, un commento fuori luogo, un aggiornamento pubblicato nel momento sbagliato ed ecco che a causa della passione per Facebook ci si ritrova nei guai senza nemmeno rendersene conto. Chi possiede un account all’interno del popolare sito di amicizie e lo utilizza quotidianamente per tenere informati gli amici in merito alle proprie attività o al proprio sentire farebbe bene a prestare attenzione a ciò che dice: Facebook è uno strumento divertente, ma usarlo male può costare caro.</p>
<p>L’ULTIMO CASO &#8211; Lo sanno bene Tareq e Michaele Salahi, una coppia dello stato della Virginia assurta alle cronache internazionali per essersi intrufolata alla cena di Stato in onore del primo ministro indiano Manmohan Singh tenutasi alla Casa Bianca. A smascherare i due intrusi sono state proprio le foto dell’evento pubblicate da Michaele sulla propria pagina del «libro delle facce». Nelle immagini si vedono i due mentre posano sorridenti e disinvolti accanto alle varie personalità presenti alla cena, compreso il vicepresidente Joe Biden. Dalla Casa Bianca la conferma che i due non erano nella lista degli invitati; dai Servizi Segreti l’ammissione che qualcosa non ha funzionato nelle procedure di sicurezza; e dagli «amici» di Facebook della coppia una vera e propria valanga di insulti per il modo in cui i due hanno cercato i loro 15 minuti di gloria. Perché quel che è certo è che il loro gesto ha dimostrato a tutto il mondo che mettere in pericolo la sicurezza della Casa Bianca non è poi così difficile. Infatti il Presidente Obama ha ordinato un’indagine per capire come ciò sia stato possibile. </p>
<p>I PRECEDENTI – Quello di Tareq e Michaele è solo l’ultimo caso famoso di «uso improprio» del sito di social networking creato da Zuckerberg. Celebre il caso della 16enne inglese Kimberley Swann, licenziata per aver definito noioso il proprio lavoro in un messaggio pubblicato sul muro di Facebook, come pure quello della giovane canadese Natalie Blanchard, che a causa delle foto sorridenti pubblicate nella pagina del suo profilo si è vista revocare l’assegno di malattia che da quasi due anni riceveva dalla sua assicurazione per via di una grave depressione. È rimasta senza lavoro anche Ashley Payne, insegnante 24enne di Atlanta, colpevole di aver pubblicato delle foto in cui è ritratta mentre sorseggia un cocktail alcolico. Ha avuto la sua bella dose di umiliazione Kevin Colvin, impiegato presso la Anglo Irish Bank che, dopo aver preso una giornata di permesso dal lavoro con la scusa di problemi familiari, ha visto bene di pubblicare le foto della festa di Halloween cui ha partecipato proprio in quel giorno. Il suo capo le ha viste e le ha inoltrate a tutti i superiori. Memorabile la gaffe della mogliettina di Sir John Sawers, Lady Shelley Sawers, che proprio mentre il marito stava per essere nominato capo dei Servizi Segreti britannici ha pubblicato le foto della loro bella casa e dei loro amici, con tanto di dettagli sulle proprie abitudini, mettendo così a rischio la sicurezza del marito. Infine, per restare in casa nostra, vi è il caso del gruppo «Uccidiamo Berlusconi…», che si è guadagnato un fascicolo presso la Procura di Roma in quanto riconoscibile come «istigazione all’odio». </p>
<p>da:corriere.it</p>
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