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	<title>orbitaweb.it &#187; microsoft</title>
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		<title>Microsoft: la Ue dice si al ballot screen</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 08:16:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo anni di contenzioso, Microsoft e l&#8217;Unione Europea hanno finalmente raggiunto un accordo.
Ne dà notizia la stessa Commissione in una nota pubblicata sul proprio sito, nella quale dichiara di aver accettato gli impegni ufficialmente assunti da Microsoft, con l&#8217;obiettivo di rendere più dinamico il mercato dei browser.
Microsoft è stata più volte chiamata in causa in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo anni di contenzioso, Microsoft e l&#8217;Unione Europea hanno finalmente raggiunto un accordo.<br />
Ne dà notizia la stessa Commissione in una nota pubblicata sul proprio sito, nella quale dichiara di aver accettato gli impegni ufficialmente assunti da Microsoft, con l&#8217;obiettivo di rendere più dinamico il mercato dei browser.</p>
<p>Microsoft è stata più volte chiamata in causa in questi anni con l&#8217;accusa di abuso di posizione dominante, per aver integrato il proprio browser Internet Explorer nel proprio sistema operativo e dunque contravvenendo alle&#8217;Articolo 102 del Trattato dell&#8217;Unione (Tfeu).</p>
<p>In risposta alle ultime istanze, Microsoft si è detta disponibile a offrire agli utenti europei la possibilità di scegliere tra browser diversi e a consentire ai produttori di disabilitare Internet Explorer sulle macchine di loro produzione.</p>
<p>In base ai termini dell&#8217;accordo, Microsoft per i prossimi cinque anni renderà disponibile nei Paesi della Ue, attraverso la procedura di Windows Update, un “choice screen”, definizione con la quale l&#8217;Unione Europea identifica il ballot screen di cui abbiamo avuto già modo di parlare in precedenti articoli, vale a dire una schermata a opzioni multiple dalla quale gli utenti potranno selezionare quale o quali browser desiderano utilizzare, in alternativa o in sostituzione di Internet Explorer.</p>
<p>Microsoft è formalmente impegnata al rispetto dell&#8217;accordo sottoscritto e in caso di infrazione la Commissione può intervenire comminando una ammenda pari a un massimo del 10% del turnover annuale complessivo di Microsoft, senza dover ulteriormente provare la violazione del regolamento antitrust comunitario.<br />
L&#8217;accordo sottoscritto sarà rivisto tra due anni, e nel frattempo Microsoft è tenuta a riferire con regolarità alla Ue, a partire da sei mesi dalla stipula dell&#8217;accordo, così come è tenuta a portare eventuali modifiche al ballot screen, in base alle richieste della Commissione.</p>
<p>da: b2b24.ilsole24ore.com</p>
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		<title>Google e Microsoft vedono in Twitter il motore di ricerca 2.0</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 06:55:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa succede in casa Google? Twitter per ora rimane single, ma Google, pur non essendo ancora riuscita a rendere YouTube monetizzabile, sarebbe in cerca di una stampella Web 2.0 per far fronte alla possibile acquisizione (da tempo nell&#8217;aria) degli asset della ricerca di Yahoo! da parte di Microsoft.
Per ora Twitter rimane da sola, pronta a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa succede in casa <strong>Google</strong>? <strong>Twitter </strong>per ora rimane <a href="http://blog.twitter.com/2009/04/sometimes-we-talk.html"><strong>single</strong></a>, ma Google, pur non essendo ancora riuscita a rendere YouTube monetizzabile, sarebbe in cerca di una<strong> stampella Web 2.0</strong> per far fronte alla possibile acquisizione (da tempo nell&#8217;aria) degli asset della ricerca di <strong>Yahoo</strong>! da parte di <strong>Microsoft</strong>.</p>
<p>Per ora Twitter rimane da sola, pronta a r<strong>inunciare perfino a un miliardo di dollari</strong>, secondo il <a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2009/04/03/AR2009040302599.html"><em>Washington Post</em></a>, tuttavia le <strong>trattative non </strong>sono <strong>chiuse</strong>.</p>
<p>A Google in fondo interessa Twitter, in quanto ha appena potenziato le sue funzionalità <strong>search</strong>, incluso il trasferimento della sua barra di ricerca da search.twitter.com alla sua pagina Web principale e ha stabilito il menu &#8220;Trends&#8221; per consentire agli utenti di vedere<strong> in tempo reale i subject più chiacchierat</strong>i.</p>
<p>Anche <strong>Microsoft </strong>è interessata ai servizi di<strong> micro-blogging come tool nelle strategie online</strong>. Ma se Twitter rappresenta il<strong> futuro della ricerca online</strong>, come immagina <a href="http://www.techcrunch.com/2009/03/05/its-time-to-start-thinking-of-twitter-as-a-search-engine/"><em>TechCrunch</em></a>, il suo valore sarebbe ben superiore al miliardo di dollari, e Microsoft e Google potrebbero contendersela per davvero.</p>
<p>Twitter avrebbe<strong> rifiutato mezzo miliardo</strong> di dollari da <strong><a href="http://www.vnunet.it/it/news/2008/11/25/twitter_e_nel_mirino_di_facebook">Facebook</a></strong>, mentre c&#8217;è chi dice che sarebbe piaciuta anche a <strong><a href="http://www.vnunet.it/it/vnunet/news/2009/03/31/twitter_e_nel_mirino_di_news_corp_di_rupert_murdoch_">News</a> </strong>Corp di Rupert <strong>Murdoch </strong>(che potrebbe affiancare il servizio di micro-.blogging da 140 caratteri alla sua MySpace).. Twitter è in grande ascesa, in crescita a quattro cifre del 1382%</p>
<p><span class="image-credit">Fonte: <em>Nielsen, vnunet.it</em></span></p>
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		<title>Voci sulla ripresa delle trattative Microsoft-Yahoo!</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 06:26:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si attesta in netto rialzo a Wall Street il titolo di Yahoo!, che cresce del 3,36% a 22,11 dollari per azione, sulla scia delle indiscrezioni su una possibile ripresa delle trattative con il colosso informatico Microsoft, che aveva presentato un’offerta d’acquisto da 33 dollari per azione, ma aveva poi abbandonato il campo a causa della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si attesta in netto rialzo a Wall Street il titolo di Yahoo!, che cresce del 3,36% a 22,11 dollari per azione, sulla scia delle indiscrezioni su una possibile ripresa delle trattative con il colosso informatico Microsoft, che aveva presentato un’offerta d’acquisto da 33 dollari per azione, ma aveva poi abbandonato il campo a causa della resistenza incontrata da parte della società di Sunnyvale, in California.</p>
<p>Tuttavia, secondo l’emittente televisiva Cnbc, che cita fonti «molto vicine» a Microsoft, sarebbero false le voci su un eventuale nuovo accordo per rilevare completamente Yahoo!. «Non ci sono trattative per l’intera compagnia e nulla è cambiato rispetto ai giorni scorsi», avrebbe dichiarato la fonte, anonima, citata dal canale televisivo economico.</p>
<p>Le indiscrezioni sulla ripresa delle trattative erano state pubblicate dal blog tecnologico TechCrunch che, facendo riferimento a «numerose fonti», aveva parlato della ripresa delle trattative per l’acquisto da parte di Microsoft dell’intera società. «Una fonte sostiene che Microsoft sta trattando un’offerta inferiore ai 33 dollari proposti in maggio e che hanno mandato in fumo l’accordo», si legge nel rapporto di TechCrunch.</p>
<p>La rottura delle trattative era stata provocata dalla decisione di Microsoft di rinunciare a rilevare Yahoo! per 33 dollari per azione: un valore che avrebbe valutato l’intera società quasi 50 miliardi di dollari. Non aveva avuto successo neanche l’offerta alternativa di Microsoft, che ipotizzava l’acquisto della divisione di ricerca di Yahoo! per un ammontare non specificato. L’accordo avrebbe comunque permesso di acquistare una quota del 16% del colosso Internet per 35 dollari per azione, o 7,73 miliardi di dollari.</p>
<p>da: lastampa.it</p>
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		<title>&#8220;Il futuro è Microsoft Advertising&#8221; Il colosso spiega la sua strategia</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 06:31:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Steve Ballmer ha le idee chiare: ci sono tre parole che guideranno le azioni di Microsoft nei prossimi anni e sono &#8220;pubblicità, pubblicità, pubblicità&#8221;. Lo ha detto molte volte nel corso dell&#8217;ultimo anno, lo ha ripetuto di recente nella sua visita milanese e lo ripetono ancora tutti i &#8220;grandi capi&#8221; dell&#8217;azienda di Bill Gates. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Steve Ballmer ha le idee chiare: ci sono tre parole che guideranno le azioni di Microsoft nei prossimi anni e sono &#8220;pubblicità, pubblicità, pubblicità&#8221;. Lo ha detto molte volte nel corso dell&#8217;ultimo anno, lo ha ripetuto di recente nella sua visita milanese e lo ripetono ancora tutti i &#8220;grandi capi&#8221; dell&#8217;azienda di Bill Gates. La pubblicità si sta trasformando in uno degli assets essenziali della nuova strategia di Microsoft, al punto che, secondo Ballmer, nei prossimi anni arriverà a rappresentare il 25 per cento del fatturato. &#8220;Per noi è molto di più che una scommessa&#8221;, dice Brian McAndrews, vice presidente di Microsoft Advertising, &#8220;è una visione d&#8217;insieme del lavoro della nostra azienda&#8221;.</p>
<p>A Cannes, in un affollatissimo seminario all&#8217;interno del Festival Internazionale della Pubblicità, il Cannes Lions, Mc Andrews ha spiegato, a una platea di pubblicitari, qual è la strategia di Microsoft in questo campo: &#8220;Microsoft Advertising è il nuovo marchio con il quale stiamo realizzando i nostri servizi e le nostre piattaforme, per soddisfare le richieste che ogni giorno arrivano dai nostri partner, aziende e editori. Abbiamo investito e stiamo investendo in acquisizioni, tecnologie e programmi di formazione e adesso siamo in una posizione che ci consente di riunire tutte le nostre conoscenze nel settore pubblicitario in un&#8217;unica soluzione&#8221;. Se è vero che il grande problema che oggi hanno davanti i pubblicitari è quello di instaurare una &#8220;conversazione&#8221; con i consumatori, che vogliono sempre di più essere protagonisti attivi e non solo passivi ricettori di messaggi, le novità legate a Internet, ai social media, ai mezzi di comunicazione digitale, mettono aziende come la Microsoft in una posizione completamente nuova rispetto al passato, in un mercato, come quello online, dove la velocità è essenziale.</p>
<p>L&#8217;operazione con Yahoo! serviva, per l&#8217;appunto, ad accorciare i tempi di una strategia che l&#8217;azienda di Redmond ha messo in atto da qualche tempo: &#8220;L&#8217;accordo con Yahoo! avrebbe reso le cose più veloci, ma non avrebbe cambiato una strategia che abbiamo già avviato&#8221;. Il campo dei motori di ricerca è comunque quello più &#8220;sensibile&#8221; per Microsoft. Ma l&#8217;azienda non è rimasta ferma dopo il tramonto dell&#8217;accordo con Yahoo e proprio oggi ha annunciato l&#8217;apertura di un nuovo Search Tecnology Center in Europa, simile a quello già aperto in Cina, per accrescere gli sforzi di miglioramento e di localizzazione di Live Search. &#8220;Siamo impegnati nel campo dei media digitali più di ogni altra azienda del settore, abbiamo investito 6 milioni di dollari nella ricerca sui media digitali in Europa con studi ad hoc e su misura, tra cui Screens, MTV, Context Matters e Social Networking. Abbiamo, attraverso i nostri mezzi, già oggi la capacità di raggiungere il 68% degli adulti online in Europa. L&#8217;acquisizione e l&#8217;integrazione delle risorse Aquantive consentono a Microsoft Advertising di acquistare e vendere inserzioni digitali ovunque e in qualsiasi momento, raggiungendo i consumatori nella loro vita di tutti i giorni. Abbiamo anche fatto altre acquisizioni strategiche, quelle di AdECN, YAData e Rapt, che ci consentono di avere una delle migliori offerte sul mercato. E soprattutto abbiamo Engagement Mapping, un sistema completamente innovativo che ci permette di tener conto delle diverse interazioni dell&#8217;utente, non solo qual è stato il suo ultimo clic, consentendo al cliente di valutare in maniera diversa l&#8217;efficacia di una campagna&#8221;.</p>
<p>E&#8217; evidente che la pubblicità in sintonia con il web 2.0 non assomiglia in nessun modo a quella del passato. Nel seminario sono stati moltissimi gli esempi di campagne realizzate in maniera nuova, interattiva, dove il contributo degli utenti è determinante, dove addirittura i marchi vengono proposti in maniera meno intrusiva: &#8220;Stiamo cambiando radicalmente il modo in cui le aziende fanno pubblicità on line, il modo in cui si disegnano i siti e si progettano i contenuti, perché è cambiato il modo in cui le persone vogliono essere raggiunte dai messaggi pubblicitari, il modo in cui la gente è on line. E&#8217; l&#8217;inizio di una piccola ma importante rivoluzione&#8221;.</p>
<p>da:repubblica.it</p>
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		<title>I retroscena della rottura Microsoft &#8211; Yahoo!</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 06:50:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono emersi alcuni dettagli sulla fallita trattativa tra Microsoft e Yahoo! di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi. L&#8217;offerta del colosso di Redmond era articolata in due punti. L&#8217;acquisto del motore di ricerca di Yahoo! (il secondo per importanza al mondo) per un miliardo di dollari ed una offerta di 35 dollari ad azione per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono emersi alcuni dettagli sulla fallita trattativa tra Microsoft e Yahoo! di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi. L&#8217;offerta del colosso di Redmond era articolata in due punti. L&#8217;acquisto del motore di ricerca di Yahoo! (il secondo per importanza al mondo) per un miliardo di dollari ed una offerta di 35 dollari ad azione per rilevare il 16% del capitale azionario di Yahoo! (circa altri 8 miliardi di dollari).</p>
<p>L&#8217;offerta come sappiamo è stata respinta dalla dirigenza di Yahoo! che ha sempre rigettato ogni ipotesi di frazionamento della società ed ha preferito avvicinarsi a Google con un accordo pubblicitario da 800 milioni di dollari all&#8217;anno per 10 anni.</p>
<p>Paradossalmente quindi l&#8217;unico risultato di Microsoft in questi mesi è stato quello di coalizzare i suoi principali avversari. C&#8217;è da scommetterci però che la vicenda non è ancora conclusa.</p>
<p>Fonte: reuters.com, azpoint.net</p>
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		<title>Microsoft dà la ricerca a sconto</title>
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		<pubDate>Fri, 30 May 2008 07:16:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Microsoft è disposta a pagare pur di frenare l&#8217;avanzata di Google. Ieri il colosso del software ha lanciato un&#8217;iniziativa promozionale per tutti gli utenti americani che usano il motore di ricerca del suo sito Live.com: chi effettua un acquisto online di un prodotto trovato grazie a quella ricerca, riceve a casa un assegno d&#8217;importo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Microsoft è disposta a pagare pur di frenare l&#8217;avanzata di Google. Ieri il colosso del software ha lanciato un&#8217;iniziativa promozionale per tutti gli utenti americani che usano il motore di ricerca del suo sito Live.com: chi effettua un acquisto online di un prodotto trovato grazie a quella ricerca, riceve a casa un assegno d&#8217;importo pari a una data percentuale del prezzo di vendita.</p>
<p>Il lancio dell&#8217;iniziativa &#8220;Live Search Cashback&#8221; è stato annunciato dalla Microsoft nel corso di un evento organizzato per le agenzie pubblicitarie online nella sua sede di Redmond nello stato di Washington, e rappresenta un ultimo tentativo volto ad attrarre più consumatori sul suo sito Live.com. Resta da vedere se gli sconti offerti su alcuni prodotti (solo quelli contrassegnati con un dollaro d&#8217;oro) saranno sufficienti a incrinare la leadership di Google, che detiene una quota di mercato di circa il 60 per cento.</p>
<p>Non è infatti la prima volta che la Microsoft ricorre all&#8217;arma dello sconto e della promozione. Per tre mesi all&#8217;inizio del 2006, e di nuovo l&#8217;estate scorsa, la società aveva lanciato concorsi a premi cui poteva concorrere chi usava il suo motore di ricerca. L&#8217;iniziativa ha funzionato &#8211; il numero di ricerche sul suo sito è cresciuto leggermente tutte e due le volte &#8211; ma non a sufficienza. La quota di mercato di Microsoft nei motori di ricerca continua ad essere pari a una frazione di quella di Google (il 9,7% a fine dicembre 2007 contro il 58,4% di Google secondo le stime della società Comscore), mentre quella di Yahoo è pari al 22,9%. Ecco perché l&#8217;acquisto di Yahoo! è così importante per il futuro della Microsoft nel settore della pubblicità e dei motori di ricerca online.</p>
<p>Le iniziative promozionali a colpi di uno o due dollari alla volta (l&#8217;importo restituito a un cliente che compra una macchina fotografica da 200 dollari, per esempio, è di 2 dollari) non può infatti che limitarsi a scalfire la quota di mercato di Google. «Non è facile persuadere un utente ad abbandonare il motore di ricerca a cui è abituato» ha commentato l&#8217;analista Alex Burmeister della Nielsen Online. Per partecipare all&#8217;iniziativa promozionale occorre anche compilare lunghi formulari online, un investimento di tempo che, in paragone all&#8217;entità dello sconto, per molti non vale la pena.</p>
<p>da:ilsole24ore.com</p>
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		<title>WorldWide Telescope sfida Google Sky</title>
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		<pubDate>Fri, 16 May 2008 06:52:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sta per concretizzarsi la risposta di Microsoft a Google Sky. Per gli appassionati delle meraviglie dell&#8217;universo, l&#8217;azienda di Redmond ha già pronto il suo regalo, grazie alle novità introdotte dal prodotto WorldWide Telescope. Come già accaduto con la funzionalità aggiuntiva di Google, anche l&#8217;imminente controparte sarà offerta ai navigatori a costo zero.
Tra i vari extra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sta per concretizzarsi la risposta di Microsoft a Google Sky. Per gli appassionati delle meraviglie dell&#8217;universo, l&#8217;azienda di Redmond ha già pronto il suo regalo, grazie alle novità introdotte dal prodotto WorldWide Telescope. Come già accaduto con la funzionalità aggiuntiva di Google, anche l&#8217;imminente controparte sarà offerta ai navigatori a costo zero.</p>
<p>Tra i vari extra inclusi nel celebre Google Earth, il più innovativo è certamente l&#8217;add-on Sky, che introduce la possibilità di esplorare il cielo e le stelle attraverso la consueta interfaccia visuale. Come già avvenuto con Virtual Earth, Microsoft ha deciso di lanciare un proprio prodotto, sfidando la società di Mountain View anche su questo terreno.</p>
<p>Al pari di un enorme telescopio virtuale, WorldWide Telescope sarà in grado di offrire eccellenti panoramiche e punti di vista privilegiati su galassie, pianeti e stelle distanti anni luce.<br />
Il programma, sviluppato dalla sezione ricerca di Microsoft, integrerà immagini di alta qualità provenienti da diverse fonti. Conterrà, tra gli altri, foto scattate dal telescopio spaziale Hubble, quelle inviate dal Chandra X Ray e i contenuti offerti dalla Sloan Digital Sky Survey.</p>
<p>La versione beta dell&#8217;applicazione desktop è già disponibile a questo indirizzo, e consente già da ora di addentrarsi tra galassie e pianeti grazie ai tour guidati disponibili. Inoltre anche gli utenti saranno in grado di personalizzare il proprio viaggio spaziale, realizzando percorsi come se si stesse realizzando una presentazione.</p>
<p>Complessivamente l&#8217;utente potrà accedere a contenuti per un totale di 12 terabyte di dati, corrispondenti circa a 2,6 miliardi di pagine di testo. Sono richiesti alcuni requisiti minimi e l&#8217;installazione del Microsoft.NET Framework 2.0. Per quanto riguarda la licenza gratuita di utilizzo, Microsoft ha spiegato che il software è da considerarsi un tributo a Jim Gray, ricercatore della compagnia scomparso lo scorso anno al largo della costa californiana.</p>
<p>da:punto-informatico.it</p>
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		<title>Microsoft-Yahoo!, ora la parola passa al mercato</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2008 07:27:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tra Microsoft e Yahoo! è dunque finita. L&#8217;affare dell&#8217;anno, che avrebbe dovuto rivoluzionare il settore dell&#8217;infotec, portare una boccata di ottimismo sia in borsa che sul mercato del credito non si farà più e ciascuno dei due contendenti resta con un problema. Anzi con alcuni problemi. Per Yahoo!, ad esempio, di problemi ce ne sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra Microsoft e Yahoo! è dunque finita. L&#8217;affare dell&#8217;anno, che avrebbe dovuto rivoluzionare il settore dell&#8217;infotec, portare una boccata di ottimismo sia in borsa che sul mercato del credito non si farà più e ciascuno dei due contendenti resta con un problema. Anzi con alcuni problemi. Per Yahoo!, ad esempio, di problemi ce ne sono almeno due. Uno a brevissimo termine, una caduta attesa del suo prezzo in borsa, l&#8217;altro è di medio termine: riuscirà davvero a questo punto a convincere Google a procedere con un&#8217;alleanza alternativa a quella con Microsoft? E in particolare, riuscirà a farlo a un prezzo soddisfacente per gli azionisti delusi dall&#8217;esito del negoziato del fine settimana?</p>
<p>Le cose non vanno meglio per Microsoft. Il colosso dell&#8217;informatica soffre da tempo di un problema di crescita: il settore si sta trasformando, è sempre più concetrato su Internet e sempre meno sui software per computer locali, l&#8217;azienza va bene, fa profitti, ma il suo modello appare superato rispetto alla dinamica performance di Google, e le sue prospettive di crescita senza Yahoo! sono più contenute. Finora infatti, nonostante l&#8217;ottimismo di Steve Ballmer, l&#8217;amministratore delegato di Microsoft, che proprio nel fine settimana spiegava di poter fare a meno di Yahoo! e di poter perseguire strategie aggressive su Internet in modo autonomo, non vi sono state brillanti innovazioni. Né gli analisti si aspettano annunci rivoluzionari in tempi brevi.<br />
La parola, come sempre, spetterà al mercato; in poche ore, all&#8217;apertura di New York, sapremo dal movimento dei titoli come analisti e operatori hanno digerito le epiche vicende del fine setttimana. Microsoft infatti aveva presentato un forte aumento di prezzo rispetto all&#8217;offerta originaria per l&#8217;acquisto di Yahoo!, 33 dollari per azione, quasi 5 miliardi di dollari in più, per un totale di 47,5 miliardi. Dopo i tentennamenti di Jerry Yang, uno dei confondatori di Yahoo!, che chiedeva invece 37 dollari per azione, Steve Ballmer decideva alla fine di rinunciare e di ritirare l&#8217;offerta. In una lunga lettera a Yang, spiegava anche che non avrebbe perseguito la strada dell&#8217;offerta ostile: «A questo punto Yahoo! non ci interessa più, procederemo sfruttando le sinergie interne, abbiamo risorse a sufficenza per competere sul mercato pubblicitario su Internet sviluppando i nostri progetti» diceva Ballmer in una dichiarazione scritta.</p>
<p>E&#8217; probabile che ci creda davvero. Il suo non è un bluff negoziale. Se si riprenderà il dialogo sarà fra qualche tempo e dopo aver visto la reazione della concorrenza. Tanto più che negli ultimi tempi Ballmer era sembrato più scettico sulle reali opportunità presentate dalla fusione con Yahoo!, a meno che non ci fosse stato un prezzo davvero accettabile. Ma, come abbiamo detto, le opportunità di un&#8217;aggressiva innovazione su Internet per attirare traffico e pubblicità da parte di Microsoft non sembrano incoraggianti. Per Yahoo! invece, si attende una rivolta di importanti azionisti, soprattutto se Google o qualcuno degli altri possibili acquirenti non si faranno sotto con l&#8217;entusiasmo atteso, ora che la minaccia Microsoft è sparita. In termini pratici, secondo gli analisti, la notizia del grande rifiuto Microsoft porterà oggi, all&#8217;apertura del mercato a New York, a una caduta verticale del titolo Yahoo! dai circa 28 dollari della chiusura di venerdi&#8217; a 25 e persino a 20 dollari per azione.</p>
<p>Il nuovo scenario inoltre, potrebbe anche generare un realizzo di profitti generalizzato. Dopo la corsa agli acquisti della settimana scorsa, che aveva portato l&#8217;indice Dow Jones sui livelli record per quest&#8217;anno, a quota 13.058, con un perdita netta di appena l&#8217;1,6% rispetto ai valori di un anno fa, i nervi restano fragili. L&#8217;indice aveva in effetti beneficiato di una settimana foriera di ottime notizie. L&#8217;economia non era entrata in &#8220;depressione&#8221;, come molti si aspettavano, anzi, cresceva dello 0,6% nel primo tirmestre di quest&#8217;anno; i licenziamenti sono stati meno del previsto in aprile, 20.000 unità contre le 85.000 attese; la Fed ha diminuito di un altro quarto di punto i tassi di interesse sui fed fund, portandoli al 2%, ma ha anche detto di aver «fatto abbastanza» per l&#8217;economia. Sul piano finanziario abbiamo assistito alla fusione da 23 miliardi di dollari tra Mars e Wringley che ha rivoluzionato il settore alimentare, abbiamo visto la Ford chiudere il trimestre con un profitto, contro ogni previsione, la Gm migliorare i conti e investitori come Kirk Kerkorian puntare pesantemente proprio sulla Ford. La chiusura dell&#8217;affare Microsoft-Yahoo! sarebbe stata la classica ciliegina sul gelato. Avrebbe anche mobilitato il settore creditizio, pronto ad erogare finanziamenti per chiudere l&#8217;operazione, ed avrebbe restituito vitalità anche al settore finanziario.</p>
<p>Per questo oggi, al centro del dibattito del lunedì mattina, resta il drammatico sviluppo attorno a una fusione che sembrava ormai scontata. La curiosità principale riguarda ovviamente la risposta di Yahoo! in un mercato che potrebbe essere molto più sobrio nel valutare i suoi cespiti patrimoniali ora che Microsoft si è defilata. Anche perché fonti autorevoli anticipano che nelle ultime settimane lo stesso Ballmer aveva assunto un approccio molto pragmatico. Riteneva che il premio del 60% sulle quotazioni di mercato offerto inzialmente il 31 gennaio scorso, fosse già molto generoso. La nuova offerta degli ultimi giorni portava l&#8217;aumento a oltre il 70% rispetto all&#8217;offerta di gennaio. Ma le resistenze di Yang, il suo comportamento perentorio nei confronti di Microsoft e una sua gestione molto personalistica del negoziato hanno secondo le fonti colmato la misura e convinto Microsoft che il gioco non valeva la candela: «nonostante i nostri migliori sforzi, incluso l&#8217;aumento della nostra offerta di circa 5 miliardi di dollari, Yahoo! non ha fatto passi per accettare la nostra offerta – ha detto Ballmer in una dichiarazione ufficiale – dopo un&#8217;attenta analisi della situazione crediamo che le componenti economiche richieste da Yahoo! non abbiano alcun senso per noi ed è nel migliore interesse degli azionisti, dei dipendenti e dei detentori di pacchetti importanti, ritirare la nostra proposta». Yahoo! tra l&#8217;altro, oltre a insistere su un prezzo minimo di 37 dollari per azione, chiedeva garanzie di copertura su una possibile caduta del prezzo Microsoft che sarebbe stato offerto come una parte sostanziale del pagamento.<br />
Insomma, dopo quasi sei mesi di negoziati, di imprevedibili voltafaccia, di interventi di cavalieri bianchi più o meno plausibili, ma tutti di grande prestigio, da Google a Newscorp a Time Warner, il capitolo almeno per ora appare chiuso.</p>
<p>Alcuni imporanti azionisti istituzionali di Yahoo! hanno espresso privatamente disappunto per l&#8217;ostinazione di Yang, avevano fatto sapere che un accordo a 33 o 34 dollari sarebbe andato benissimo e ora minacceranno ritorsioni in consiglio di amministrazione o in assemblea. Anche perché come si è detto, non è chiaro se gli altri possibili contendenti si faranno davvero sotto: per tutti, l&#8217;obiettivo principale non era tanto l&#8217;acquisto di Yahoo!, quanto ostacolare Microsoft, che con la fusione in programma avrebbe massimizzato la sua presenza su Internet. Questo avrebbe minacciato sul fronte della pubblicità sulla rete il dominio di Google ed avrebbbe furoviato le ambizioni di crescita di Newscorp nel comparto Internet. Tutto da rifare dunque. Con una speranza di fondo: che persa questa occasione il settore hi tech ne trovi un&#8217;altra per esercitare la leadership che le compete su un mercato che resta fragile, nonostante il bel rally di primavera.</p>
<p>da:ilsole24ore.com</p>
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		<title>Yahoo!, Microsoft, Google, AOL e NewsCorp: partita a 5 online mentre YouTube cambia grafica. Questione di advertising</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 07:04:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ore di stravolgimenti per l&#8217;affaire Microhoo: se non stupisce l&#8217;iniziativa di Google, ingombrante terzo incomodo, il rilancio di NewsCorp e AOL arriva inaspettato in questa storia che ora vede coinvolti cinque giganti.
In tutto questo va citata anche la nuova grafica di YouTube che si focalizza sulle statistiche e dà maggiori possibilità di condivisione, compresa l&#8217;opzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ore di stravolgimenti per l&#8217;affaire Microhoo: se non stupisce l&#8217;iniziativa di Google, ingombrante terzo incomodo, il rilancio di NewsCorp e AOL arriva inaspettato in questa storia che ora vede coinvolti cinque giganti.</p>
<p>In tutto questo va citata anche la nuova grafica di YouTube che si focalizza sulle statistiche e dà maggiori possibilità di condivisione, compresa l&#8217;opzione post to blog e una maggiore integrazione con i social network all&#8217;interno del menu di sharing.</p>
<p>Ma torniamo ai massimi sistemi (di cui YouTube tuttavia fa parte in quanto figlio illegittimo di Google). Comincia tutto con l&#8217;accordo tra Yahoo e Google: le due società hanno annunciato che per due settimane gli annunci di Google AdSense saranno presenti nel 3% della pagine dei risultati di ricerca di Yahoo USA. Si tratta di un test ma Microsoft ha già chiamato in causa l&#8217;antitrust perché un accordo definitivo tra Google e Yahoo accorperebbe nella mani di Google il 90% del mercato dell&#8217;advertising legato alla ricerca. La nostra proposta rimane l&#8217;unica alternativa.</p>
<p>E l&#8217;OPA di Microsoft potrebbe essere rafforzata da NewsCorp: pare che il gruppo di Rupert Murdoch voglia partecipare all&#8217;azione consentendo a Microsoft di alzare la sua offerta, proprio quello che vuole Yahoo!. Finora la società di Jerry Yang ha rifiutato l&#8217;offerta di Microsoft definendola sminuente. Così facendo Microsoft e NewsCorp non sarebbero più rivali nell&#8217;acquisizione di Yahoo, ma c&#8217;é un altro gigante in lizza, AOL.</p>
<p>Il vero colpo di scena, ultimo della serie, è il ritorno in campo di AOL. Il Wall Street Journal vede un accordo fatto tra Yahoo! e il portale di Time Warner, che si fonderebbero. Il risultato darebbe maggiore visibilità a Yahoo! che otterrebbe anche una buona liquidità dato che, sempre secondo il WSJ, Time Warner accquisirebbe una percentuale del portale.</p>
<p>Yahoo avrebbe quindi due possibilità. Da una parte quella che abbiamo appena visto, YAhOL: due portali che si fondono ma soprattutto una buona liquidità. Dall&#8217;altra un&#8217;entità enorme: Yahoo!, Microsoft e NewsCorp con il suo MySpace. Un traffico altissimo cui si sommano la componente sociale e e grandi possibilità nel campo dell&#8217;advertising.</p>
<p>Secondo TechCrunch sono scarse le possibilità che quest&#8217;ultima opzione si realizzi. Il panorama più probabile è ancora quello di un acquisto di Yahoo! da parte di Microsoft, le voci e glie sperimenti di questi giorni servirebbero solo a animare i negoziati.</p>
<p>Sostanzialmente un nulla di fatto. Che il futuro sia MicroHoo? Oppure YaGle? intanto il secondo azionista di Yahoo, Legg Mason, bacchetta Microsoft: ha sbagliato a non alzare l&#8217;offerta su Yahoo!. Che Steve Ballmer si decida a dare a Yahoo quello che vuole?</p>
<p>da:hightech.blogosfere.it</p>
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