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	<title>orbitaweb.it &#187; Tecnologia</title>
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	<description>Il meglio dal mondo web... e da ciò che gli gira attorno</description>
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		<title>Non siamo ancora un Paese per Internet</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 08:06:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[banda larga]]></category>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è qualcosa di paradossale nel susseguirsi degli eventi di questi ultimi giorni.
Martedì 3 Novembre, ore 9:30
Apre i battenti lo IAB Forum Milano 2009. Un grande successo di pubblico ed espositori per quello che ormai in molti &#8211; a torto o a ragione &#8211; considerano uno degli eventi Internet più importanti dell&#8217;anno.  E, in effetti, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è qualcosa di paradossale nel susseguirsi degli eventi di questi ultimi giorni.</p>
<p><strong>Martedì 3 Novembre, ore 9:30</strong><br />
Apre i battenti lo <em>IAB Forum Milano 2009</em>. Un grande successo di pubblico ed espositori per quello che ormai in molti &#8211; a torto o a ragione &#8211; considerano uno degli eventi Internet più importanti dell&#8217;anno.  E, in effetti, di Internet si parla a 360 gradi. Non solo di advertising online, insomma, come a prima vista si potrebbe ritenere.</p>
<p>E allora, come vanno le cose? Chi e cosa frena la Rete in Italia?<br />
Beh, chi ha avuto modo di seguire i tanti convegni in agenda, avrà notato come uno dei temi dominanti dello IAB 2009 sia stato quello della <strong>banda larga</strong>. Il messaggio: se non c&#8217;è banda a sufficienza, non si fa innovazione. Senza innovazione, niente competitività. E niente nuovi posti di lavoro.<br />
È stato il vero tormentone. Tutti a sgolarsi che la chiave del problema è proprio qui: <strong>il Governo deve investire di più su Internet e banda larga</strong>. Tutti felicemente d&#8217;accordo.</p>
<p>Una voce per tutti, quella dell&#8217;onorevole <strong>Paolo Gentiloni</strong> (già Ministro delle Comunicazioni e attuale Responsabile Comunicazione del PD). Di certo, non il primo arrivato in quanto a conoscenza di Internet e nuove tecnologie. Due di quelli che lui chiama &#8220;i tre slogan per la Politica&#8221; sono dedicati proprio a questi aspetti. Il primo: &#8220;<strong>Completare</strong>&#8220;. Per prima cosa la Politica, dice l&#8217;ex Ministro delle Comunicazioni, &#8220;deve dare a tutti la possibilità di avere l&#8217;accesso a Internet&#8221;. Magari anche non veloce, a banda media, ma deve darla davvero a tutti. Il secondo: &#8220;<strong>Accelerare</strong>&#8220;. Puntare dritto, cioè, &#8220;sulle reti di prossima generazione e sulla fibra ottica&#8221;. Magari iniziando dalle aree metropolitane a più alta densità del Paese. Il terzo: &#8220;<strong>Lasciare in pace la Rete</strong>&#8220;. Punto importantissimo ma&#8230; per ora, appunto, lasciamolo in pace.</p>
<p>E torniamo alla banda larga e all&#8217;accesso a Internet. Qualcuno (<strong>Riccardo Luna</strong>, direttore di <em>Wired Italia</em> e moderatore della tavola rotonda &#8220;Il futuro dell&#8217;economia digitale in Italia&#8221;) osa chiedere a Gentiloni: &#8220;Ma perché voi politici non fate casino&#8221; per mettere seriamente al centro del Governo la banda larga, il digital divide e le nuove tecnologie? Domanda alla quale, in realtà, rispondono in molti. Ma, in fin dei conti, il coro è unanime (e non solo in questa tavola rotonda): <strong>i soldi ci sono, si tratta solo di sbloccarli</strong>. Sempre quelli, sì: i famosi <strong>800 milioni accantonati per lo sviluppo della banda larga</strong>. Quelli del tormentone, insomma. Allo IAB pareva fosse la chiave di tutto.</p>
<p><strong>Ok ma, sbloccarli da dove?</strong> Da lì, dove sono parcheggiati da tempo. Al CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica). E si crede così tanto che il problema sia davvero questo che si invitano i presenti in sala (e quelli collegati in streaming) a scrivere in coro al CIPE, subissarlo di mail, protestare, telefonare. Far andare in tilt i centralini. &#8220;Se pure ce li hanno i centralini al CIPE&#8221;, osserva scherzoso l&#8217;onorevole Gentiloni.<br />
Ma da scherzare, in realtà, c&#8217;è davvero poco. Per capirlo, basta andare al giorno dopo.</p>
<p><strong>Mercoledì 4 novembre, ore 12:52</strong><br />
<em>(Reuters)</em>: &#8220;Gli 800 milioni a favore della banda larga saranno resi disponibili dal governo solo una volta certi del superamento dell&#8217;emergenza dettata dalla crisi economica. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta: i soldi stanno lì &#8211; ha spiegato Letta &#8211; se le cose miglioreranno e si potrà uscire dalla crisi la prima delle priorità ordinarie sarà la banda larga. La faremo quando saremo sicuri che quelle risorse non debbano essere destinate ad altri interventi per occupazione o altro&#8221;.</p>
<p><strong>Ma come? Qui qualcosa davvero non quadra&#8230;</strong> Solo ieri, a uno degli eventi più importanti per Internet, il fior fiore dei relatori, degli esperti di settore e dei politici - questi ultimi, probabilmente, più per trovare un capro espiatorio che per profonda convinzione personale &#8211; predicava che il problema era tutto lì. Una formalità! Che, sbloccati quei soldi, Internet e la tecnologia sarebbero potuti ripartire alla grande anche qui da noi. Soldi che sarebbero stati stanziati a breve. Solo ieri l&#8217;aveva assicurato a gran voce (non la sua, quella dello speaker che leggeva la sua lettera, lui non era presente per&#8230; altre priorità di Governo) Paolo Romani. Mica uno qualunque: il viceministro allo sviluppo economico con delega alle Comunicazioni.</p>
<p><strong>E oggi? Contrordine!</strong> Prima usciamo dalla crisi e poi &#8211; semmai &#8211; vi daremo i soldi. Ora occorre pensare ad altri interventi, legati per esempio all&#8217;occupazione.<br />
Ciò è in qualche modo paradossale. Come se Internet &#8211; e tutta l&#8217;ICT che ruota attorno alla Rete e all&#8217;innovazione digitale che ne deriva &#8211; non fosse essa stessa capace di generare occupazione e creare PIL.</p>
<p>Nessuno nega &#8211; intendiamoci &#8211; che vi siano altre urgenti priorità per il Paese. E che solo con quegli 800 milioni, probabilmente, si sarebbe fatto poco o nulla di concreto per risolvere i veri problemi della Rete, dell&#8217;ICT e della capacità di innovare del Paese. Ma si sarebbe potuto e dovuto almeno <strong>dare un segnale</strong>. Dimostrare ai cittadini che Internet rappresenta davvero una delle priorità del Governo per il nostro Paese. E che non si sottovalutano le enormi potenzialità della Rete proprio in qualità di traino dell&#8217;innovazione e rilancio del sistema Paese attraverso la conseguente creazione di nuovi posti di lavoro e di tutta una serie di attività legate al Web e alle nuove tecnologie.</p>
<p>Si è invece dato l&#8217;ennesimo segnale negativo: quella che è emersa &#8211; ancora una volta &#8211; è la crescente distanza e la scarsa attenzione della Politica verso Internet e le sue dinamiche.<br />
Magari senza malafede. Ma &#8211; che è peggio ancora &#8211; a causa di un pauroso <strong>divide culturale</strong> che, di fatto, separa chi abita la Rete da chi la governa.<br />
&#8220;Non siamo ancora un Paese per Internet&#8221; aveva detto Marco Pierani di Altroconsumo &#8211; sottolineando questi aspetti &#8211; nella tavola rotonda di Mercoledì. Come dargli torto, il giorno dopo?</p>
<p>da: punto-informatico.it</p>
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		<title>E&#8217; boom da infortuni da computer</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 06:59:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Il computer puo&#8217; far male e non solo  alla vista o alla postura: si sono moltiplicati a dismisura  negli ultimi anni veri e propri incidenti. Il numero di  lesioni acute da computer, dice un rapporto sull&#8217;American  Journal of Preventive Medicine, negli Stati Uniti e&#8217;  cresciuto del 732% in 13 anni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il computer puo&#8217; far male e non solo  alla vista o alla postura: si sono moltiplicati a dismisura  negli ultimi anni veri e propri incidenti. Il numero di  lesioni acute da computer, dice un rapporto sull&#8217;American  Journal of Preventive Medicine, negli Stati Uniti e&#8217;  cresciuto del 732% in 13 anni, tra 1994 e 2006. Gli  incidenti piu&#8217; comuni riguardano l&#8217;inciampare ai fili del pc  e la caduta addosso del monitor. I bambini sono i piu&#8217;  esposti e l&#8217;infortunio spesso riguarda la testa.</p>
<p>da:ansa.it</p>
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		<title>I 21 piaceri inconfessabili degli amanti della tecnologia</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 07:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[AMMESSO che con le donne non abbiano fortuna, cos&#8217;è che eccita veramente quei ragazzacci dei geek? Non sono eccessivamente brillanti, non amano uscire, non sanno relazionarsi all&#8217;altro sesso e si sentono a loro agio solo tra videogiochi, internet e fumetti. Ogni tanto però un guizzo di piacere lo provano anche loro. Ma sono piaceri inconfessabili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>AMMESSO che con le donne non abbiano fortuna, cos&#8217;è che eccita veramente quei ragazzacci dei geek? Non sono eccessivamente brillanti, non amano uscire, non sanno relazionarsi all&#8217;altro sesso e si sentono a loro agio solo tra videogiochi, internet e fumetti. Ogni tanto però un guizzo di piacere lo provano anche loro. Ma sono piaceri inconfessabili e, probabilmente poco comprensibili ai più, che la rivista britannica di tecnologia <a href="http://www.techradar.com/"><u>TechRadar </u></a>ha giocato a racchiudere in un&#8217;ironica classifica.</p>
<p>I ventuno momenti eccitanti della vita di un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Geek"><u>geek</u></a> hanno poco a che vedere con i sensi classici del piacere: il tatto c&#8217;è, certo, ma l&#8217;oggetto del desiderio in questione non è una donna, la vista non è quella di un romantico tramonto e l&#8217;udito non si delizia con una dolce melodia. Il piacere dei geek si chiama tecnologia.</p>
<p>Al primo posto si piazza il tasto di sbloccaggio dell&#8217;iPhone: una freccia grigia disegnata sullo schermo da far scorrere da sinistra verso destra per attivare il telefono della Apple. Nonostante le varie applicazioni e funzioni, sarebbe questa l&#8217;attrattiva maggiore per i geek. Quel gesto che evoca quasi una carezza è il più piacevole nella vita di un vero amante della tecnologia. Ma non solo, ad eccitare il geek medio c&#8217;è anche l&#8217;attesa della prossima versione del sistema operativo di Microsoft. Dopo il flop di Vista infatti agli utenti non resta che controllare tutti i giorni il &#8220;welcome center&#8221;, la schermata di benvenuto del sistema, in attesa dell&#8217;uscita di Window 7.</p>
<p>Piace però anche l&#8217;intramontabile suono di avvio dei computer della Apple, il noto &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=m_8zPSO9qns"><u>Macintosh Bong</u></a>&#8220;. Tanto apprezzato da diventare una sorta di colonna sonora della vita del nerd. Ma non manca il quotidiano controllo delle visite sul proprio blog. Grazie ad alcuni strumenti di statistica è possibile infatti controllare la quantità di accessi che vengono effettuati sulle proprie pagine.</p>
<p>Al quinto posto, ma solo per chi è riuscito a mantenere ancora un animo romantico, c&#8217;è l&#8217;abbassamento della puntina su un disco di vinile che gira: pochi secondi di brusio e poi parte la magia della musica suonata dal giradischi. Un apparecchio fuori moda, ma pur sempre un apparecchio tecnologico. Dà piacere anche il joystick analogico per la Play Station 3 e i tanti movimenti che permette di fare, almeno quanto eccita gli amanti dei videogiochi il movimento della schiacciata nel gioco Wii Tennis. Comodamente seduti sul proprio divano tutto il dinamismo del gesto atletico viene ridotto a un&#8217;energica rotazione della spalla.</p>
<p>Tornando un po&#8217; indietro con la memoria, la ghiera rotante del vecchio modello di iPod è un altro di quegli oggetti capaci di generare un discreto godimento. Soprattutto se fatta ruotare a grande velocità. Ma non manca il piacere della vista: nonostante sia stato superato da nuove tecnologie, il dvd e la sua perfetta definizione continuano ad affascinare milioni di spettatori. Così come il sound iniziale degli home video certificati dalla <a href="http://www.thx.com/cinema/trailers.html"><u>THX</u></a>: un crescendo acustico unico che in alcuni spettatori ha l&#8217;effetto di generare un vero orgasmo per le orecchie.</p>
<p>All&#8217;undicesimo posto si piazza un altro insospettabile piacere: l&#8217;auricolare bluetooth per cellulari. Da indossare in strada, in macchina o, per chi si sente troppo ridicolo a parlare con un apparecchio nelle orecchie come se fosse un protagonista del film <em>Matrix</em>, in casa. Il vero geek ne possiede certamente uno. Per chi invece utilizza l&#8217;iPhone c&#8217;è una tra le tante applicazioni scaricabili che riesce a soddisfare veramente l&#8217;amante della tecnologia: si chiama PhoneSaber e permette di utilizzare il telefono come se fosse una spada di <em>Guerre Stellari</em>, con tanto di luci, effetti sonori e possibilità di rotazione a 360°.</p>
<p>C&#8217;è poi chi ama provare piacere sulla propria pelle e la tecnologia se la segna indelebilmente sul corpo: dal tatuaggio del pinguino simbolo del sistema operativo Linux a quello di Firefox fino alla mela della Apple disegnata con i capelli sulla nuca. Al quattordicesimo posto delle gioie tecnologiche c&#8217;è l&#8217;appagante gesto cavalleresco di aiutare una donna a rischio virus informatico o con il computer in panne a risolvere i suoi problemi tecnologici.</p>
<p>C&#8217;è poi chi si diverte a cercare di ingannare il navigatore satellitare continuando ossessivamente a ignorare le indicazioni fornite, chi si eccita annusando un apparecchio tecnologico nuovo di zecca e chi adora posizionare le casse dell&#8217;impianto stereo nella maniera perfetta per il migliore godimento acustico.</p>
<p>Concludono la classifica dei piaceri inconfessabili dei geek il Segway, una specie di monopattino a due ruote che si sposta grazie al movimento del corpo, il &#8220;downloading&#8221; attraverso BitTorrent dell&#8217;ultimo film uscito al cinema, la contrattazione sull&#8217;acquisto degli apparecchi tecnologici e infine la passione per i prodotti Microsoft. Agli occhi dei geek più rigidi non saranno cool come l&#8217;open source o Linux ma continuano ad esercitare il loro irresistibile fascino.</p>
<p><!-- do nothing -->  																				E voi a quale piacere tecnologico non sapete proprio resistere?</p>
<p>da: repubblica.it</p>
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		<title>Gli italiani e le tecnologie, un rapporto &#8220;bello e impossibile&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 06:36:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[ Gli italiani un popolo di navigatori? Forse in passato, oggi siamo soprattutto un popolo di amanti della tecnologia, sebbene la fiducia dei consumatori non sia esattamente a livelli da primato e il divario socio-economico nell&#8217;accesso ai prodotti hi-tech sia assai consistente. Così recita l&#8217;indagine annuale dell&#8217;Isae, l&#8217;Istituto di studi e analisi economica.
Tanti i dati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Gli italiani un popolo di navigatori? Forse in passato, oggi siamo soprattutto un popolo di amanti della tecnologia, sebbene la fiducia dei consumatori non sia esattamente a livelli da primato e il divario socio-economico nell&#8217;accesso ai prodotti hi-tech sia assai consistente. Così recita l&#8217;indagine annuale dell&#8217;Isae, l&#8217;Istituto di studi e analisi economica.</p>
<p>Tanti i dati emersi dalla ricerca relativa al 2007, a cominciare da quelli che vedono in crescita la diffusione di pc nelle famiglie italiane (salita al 49,6%) e dei collegamenti (arrivati al 43,1%, di cui oltre i tre quarti sono accessi a banda larga). Agli italiani piacciono tanto, ma non è certo un mistero e tanto meno una novità, anche lettori Dvd, televisori ad alto contenuto tecnologico, fotocamere digitali e navigatori satellitari.</p>
<p>I telefonini, in questo quadro, meritano una riflessione a parte: sono stati i gadget hi-tech con il più rapido indice di sviluppo della domanda a cavallo dell&#8217;anno 2000 e ora, pur essendo il dispositivo tecnologico più popolare, risentono di un fisiologico calo di crescita.</p>
<p>Ciò che di rilevo mette in evidenza lo studio Isae, comunque, è la grande disparità di possibilità che contraddistingue l&#8217;acquisto e l&#8217;utilizzo dei dispositivi digitali. A pagar dazio in tal senso, come è facile immaginare, sono le famiglie con redditi più bassi e meno istruite.</p>
<p><strong>Spese folli per l&#8217;home entertainment. Ma in pochi lo sanno usare</strong><br />
Premesso che il digital divide esiste ancora e non si abbatte solo con la posa di qualche chilometro di nuove linee Adsl ogni tanto, nelle case degli italiani le tecnologie ci sono, spesso sono anche parecchio costose, ma spesso e volentieri la maggior parte delle persone non sa come controllarle e utilizzarle a dovere.</p>
<p>Uno studio condotto dalla Lightspeed Research e commissionato da Logitech ha calcolato infatti che nelle case del Paese vi sono televisori, impianti Hi-Fi, lettori video e Dvd, registratori digitali e decoder satellitari per un valore stimato superiore ai 26 miliardi di euro.</p>
<p>Un patrimonio che fa impallidire il cosiddetto &#8220;Tesoretto 2007&#8243; (che il ministro delle Finanze Visco ha quantificato in 10,7 miliardi di euro) e che rischia però di essere, almeno in parte, infruttuoso: stando allo studio nel 13% delle famiglie solo una persona è in grado di usare i dispositivi di home entertainment presenti, evidenziando lacune &#8220;imbarazzanti&#8221; anche nell&#8217;attivare semplici funzioni, dal guardare un Dvd al registrare un programma televisivo.</p>
<p><strong>L&#8217;hi-tech è un problema? C&#8217;è il telecomando universale</strong><br />
Ma perché un decimo delle famiglie italiane va in impasse se viene a mancare l&#8217;unico &#8220;vero&#8221; utente tecnologico di casa? La fonte del problema, recita l&#8217;indagine, è la complessità delle tecnologie e i dati che seguono dovrebbero dimostrarlo in modo esplicito. Il 53% delle famiglie dispone di cinque o più telecomandi, mentre l&#8217;88% tre o più. Ancora oggi un italiano su cinque supera le difficoltà trascrivendo per i propri familiari indicazioni utili a utilizzare i diversi sistemi, proprio come un libretto di istruzioni.</p>
<p>Eccoci allora arrivare a una riflessione da massimi sistemi: i prodotti di intrattenimento digitale diventano sempre più complessi (ma non si parla da anni della semplicità d&#8217;uso come una componente base delle tecnologie?) e costosi ma le esigenze delle persone non sono cambiate, perché i consumatori desiderano che le proprie tecnologie funzionino e siano affidabili.</p>
<p>Quale può essere quindi la soluzione all&#8217;eventualità di trovarsi con bambini disperati e urlanti per il Dvd che non parte o partner afflitti perché il lettore Mp3 non si collega all&#8217;impianto stereo? La proposta Logitech buona per tutte le occasioni si chiama Harmony One (si compra in negozio a 199 euro), e cioè un telecomando universale che tramite un unico tasto permette di gestire tutte le funzioni dei propri dispositivi digitali e quindi essere sempre sicuri di poter guardare la Tv, ascoltare la musica o registrare un film.</p>
<p>da:mytech.it</p>
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		<title>Fibra nelle case e Vdsl entro due anni</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 07:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nuovo piano industriale Telecom (2008-2010), presentato qualche giorno fa, contiene una promessa preziosa per i fan della banda larga: l&#8217;Italia conoscerà presto i vantaggi della fibra nelle case e delle Vdsl, con velocità fino a 1 Gigabit al secondo.
Non solo: l&#8217;Adsl normale arriverà a coprire quasi il 100 per cento della popolazione e diventerà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo piano industriale Telecom (2008-2010), presentato qualche giorno fa, contiene una promessa preziosa per i fan della banda larga: l&#8217;Italia conoscerà presto i vantaggi della fibra nelle case e delle Vdsl, con velocità fino a 1 Gigabit al secondo.</p>
<p>Non solo: l&#8217;Adsl normale arriverà a coprire quasi il 100 per cento della popolazione e diventerà meno soggetta ai guasti che ora, troppo frequenti, rendono a volte frustrante essere utenti banda larga. Il tutto avverrà da qui al 2010. La fibra ottica si estenderà avvicinandosi all&#8217;utente finale: una promessa che in parte era stata espressa già l&#8217;anno scorso, da Telecom Italia, ma che è stata rinviata a causa delle turbolenze da cui è passata la società..</p>
<p>Tre gli scenari che Telecom prospetta. Primo: alcuni fortunati utenti avranno la fibra fin dentro la casa (o l&#8217;ufficio), con la tecnologia fiber to the home, e velocità da 100 Mbps a 1 Gbps, simmetrici. Nel 2010 gli utenti fiber to the home (ftth) di Telecom saranno 200 mila. Adesso ad avere ftth sono solo gli utenti Fastweb (250 mila circa).</p>
<p>Secondo scenario: la fibra arriverà, in certi quartieri, fino al palazzo (fiber to the building), portando velocità fino a 50-100 (download) e 25-40 Mbps (upload), su doppino di rame cortissimo, in Vdsl2.</p>
<p>In altri casi (terzo scenario), la fibra si fermerà un po&#8217; prima, nell&#8217;armadio in strada, e la velocità sarà di 25-50/2-10 Mbps. Telecom prevede di coprire il 10 per cento di popolazione con Vdsl2, nel 2010 (in entrambi i modi sommati). Per quell&#8217;anno, le Adsl base (fino a 7 Mbps) copriranno il 98,5 per cento della popolazione. Le Adsl 2 plus (fino a 20 Mbps) saranno sull&#8217;87 per cento. Più ristretta la copertura, però, delle Adsl 2 Plus su rete tutta Ip (80 per cento).L&#8217;Italia riprende così con l&#8217;innovazione banda larga: ricordiamo che il network che Telecom intende far progredire è quello della rete nazionale. La quale, attraverso la piattaforma aperta Open Access, sarà accessibile da tutti gli operatori.</p>
<p>Il ruolo di Telecom è quindi centrale nell&#8217;innovazione complessiva della nostra banda larga. Nell&#8217;ultimo anno l&#8217;Europa è andata avanti, lasciando al palo l&#8217;Italia. Le Vdsl sono già in Germania da due anni. La fibra nelle case ha toccato i 500 mila utenti in Francia. Sembra destino dell&#8217;Italia partire prima degli altri, con l&#8217;innovazione (si pensi alla fibra di Fastweb) e poi perdere terreno a causa di beghe finanziarie e di management.</p>
<p>Non si tratta solo di andare più veloci, ma anche di avere maggiori garanzie di qualità e affidabilità della linea. Nel 2007 si è guastato il 20,8 per cento delle Adsl- riporta Telecom- cioè più di una su cinque. L&#8217;obiettivo è scendere al 16,8 per cento nel 2010, grazie alla nuova rete e a un massiccio piano di manutenzione preventiva, dove Telecom investirà 100 milioni di euro in due anni.</p>
<p>Chissà se tutte queste promesse- una volta realizzate- riusciranno a dare una spinta alla stagnante banda larga italiana, che si è diffusa troppo poco negli ultimi mesi, al punto da raggiungere un record negativo in Europa Occidentale. Connessioni più veloci e affidabili (oltre che- si spera- più economiche) potrebbero far venire la voglia ad altri utenti di abbonarsi.</p>
<p>da:mytech.it</p>
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		<title>Viaggio tra le curiosità del Mobile World Congress</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 07:46:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>
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		<description><![CDATA[La fiera Mobile World Congress di Barcellona si è svolta ed è terminata la settimana scorsa.

Modu, il multiforme. Forse il caso più notevole è Modu. Oltre alle caratteristiche già annunciate, è stato possibile scoprirne altre durante la fiera. Questo cellulare modulare si conferma un&#8217;innovazione distruttiva per il mercato, quindi nei prossimi mesi e anni lascerà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="intelliTXT">La fiera Mobile World Congress di Barcellona si è svolta ed è terminata la settimana scorsa.<br />
</span></p>
<p><span id="intelliTXT"><strong>Modu, il multiforme.</strong> Forse il caso più notevole è Modu. Oltre alle caratteristiche già <a href="http://www.mytech.it/cellulari/articolo/idA028001070604.art" target="_self">annunciate</a>, è stato possibile scoprirne altre durante la fiera. Questo cellulare modulare si conferma un&#8217;innovazione distruttiva per il mercato, quindi nei prossimi mesi e anni lascerà il segno oppure (essendo molto avanti sui tempi) svanirà nel nulla. Non ci sono vie di mezzo. Quelli di Modu sono molto ambiziosi, stimano di essere in grado di diventare uno dei cinque principali produttori di cellulari entro il 2011. Intanto, si apprende che Modu arriverà a ottobre, anche in Italia (con Tim).</span></p>
<p>Modu è più piccolo di una carta di credito («è il più piccolo cellulare al mondo, pesa 40,1 grammi», dice Zack Wesfeld, vice direttore al marketing di Modu). È senza tastiera; con i pulsanti è possibile comporre numeri o selezionarli dalla rubrica. Supporta anche gli sms, suonerie. Ha anche un buon chip sonoro, per riprodurre musica con ottima qualità (come testato da MyTech). Questo è il &#8220;core&#8221;, il cuore. È un cellulare a sé stante, autosufficiente, ma può essere potenziato.</p>
<p>«Sarà venduto a 150 euro circa, con due jacket», anticipa Wesfeld. Le jacket trasformano Modu in qualcos&#8217;altro. Ce ne sono una trentina. Le jacket sono rivestimenti che rendono Modu un cellulare di dimensioni normali, con pulsantiera, e funzioni aggiuntive.</p>
<p>Per esempio, una migliore memoria, grazie alla jacket che lo trasforma in music-phone. Funzioni per lo sport (cardiofrequenzimetro, contapassi) con la jacket sportiva. Jacket &#8220;fashion&#8221; lo rendono un ciondolo, una catena. Altre jacket lo trasformano in un lettore di film, in cornice digitale, in penna Usb. Ogni jacket aggiuntiva costerà dai 20 ai 60 euro e saranno in vendita nei negozi di Tim e in quelli del settore relativo («per esempio le jacket musicali nei negozi di musica, quelle fashion nei negozi di abbigliamento»). Capitolo a parte, i Modu Mates, che arriveranno nel 2009. Saranno normali prodotti di elettronica di consumo (come Tv, macchine fotografiche, autoradio), creati da grandi marche, con uno slot per accogliere Modu. Il quale darà quindi al prodotto anche funzioni da cellulare.</p>
<p><strong>Cellulari etici: Sprice, Remade.</strong> Nokia non ha presentato solo le ultime novità in fatto di multimedia e innovazione, ma anche Remade: il prototipo di un cellulare del tutto fatto di materiale riciclato. Un terminale ambientalista, insomma, che al momento non funziona ancora e che non si sa se e quando sarà disponibile. È insomma un concept phone, che più che altro rappresenta la voglia dei produttori di cellulari di impegnarsi nella tutela dell&#8217;ambiente. Hanno una grossa responsabilità: il grande successo dei cellulari come tecnologia di massa sta avendo un notevole impatto sull&#8217;ecologia. Ora tocca correre ai ripari.</p>
<p>È un prodotto a tutti gli effetti, invece, Spice, che sarà venduto da un&#8217;omonima azienda indiana al prezzo record di 20 dollari, a partire da marzo 2008. È una sfida a Nokia e a Motorola, che si stanno impegnando molto nel promettente mercato dei Paesi in via di sviluppo, con terminali low cost. Prima di Spice il record era di Nokia, con il modello 1110, a 23 euro (venduto nell&#8217;Est Europa). Spice sarà venduto sul mercato asiatico, dall&#8217;Iraq all&#8217;Indonesia. Sarà privo di schermo; ne sarà realizzata anche una versione in Braille. Spice è due innovazioni in una perché integra anche il primo drive ottico in grado di leggere i V Media Disc. È un supporto con una capacità di 1 GB, ad hoc per la visione, su cellulare, di film in definizione Dvd. Spice intende offrire così i film indiani di Bollywood.</p>
<p><strong>Readius, il cellulare con il primo display arrotolabile. </strong>Tra le pieghe nascoste della fiera, c&#8217;è anche Readius: sarà il primo cellulare-lettore di testi (anche via rss) dotato di display arrotolabile ad arrivare sul mercato (a metà 2008). È stato creato da Polymer Vision (di Philips). L&#8217;anno scorso Readius è stato presentato con il nome di Librofonino, da Tim. In ogni caso, ha uno schermo e-paper arrotolabile a colori, che supporta anche immagini in movimento, 4 GB di memoria e, salvo sorprese, in Italia dovrebbe essere venduto appunto da Tim.</p>
<p><strong>Il chip Audience migliora le conversazioni al cellulare.</strong> Infine, una tecnologia che potrebbe migliorare la qualità delle telefonate mobili, al momento scadente (ben peggiore di quella su rete fissa, com&#8217;è noto). È un chip di Audience. Una volta inserito in un cellulare, attenua i rumori di fondo. Alla fiera è stato provato con il sottofondo di una musica rock ad alto volume: la conversazione restava udibile. Il chip evita che i rumori di fondo siano trasferiti dal microfono del cellulare all&#8217;altro capo della comunicazione, permettendo così- tra l&#8217;altro- agli operatori di risparmiare banda preziosa. Ora resta solo da sperare che i produttori comincino a integrare il chip nei prossimi cellulari venturi.</p>
<p>da:mytech.it</p>
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		<title>Tecnologia in Italia: più Web e Pc ma persistono disomogeneità</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 07:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La fotografia dell&#8217;Italia alle prese con la tecnologia è quella di un paese in cui i beni tecnologici più diffusi sono ancora tv e cellulare, in cui gli accessi a Internet e i personal computer stanno aumentando ma dove ancora sussistono differenze di genere, di età, geografiche e di condizione sociale nell&#8217;uso delle tecnologie. Questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="intelliTXT">La fotografia dell&#8217;Italia alle prese con la tecnologia è quella di un paese in cui i beni tecnologici più diffusi sono ancora tv e cellulare, in cui gli accessi a Internet e i personal computer stanno aumentando ma dove ancora sussistono differenze di genere, di età, geografiche e di condizione sociale nell&#8217;uso delle tecnologie. Questa la fotografia scattata dall&#8217;Istat nell&#8217;indagine &#8220;Le tecnologie dell&#8217;informazione e della comunicazione: disponibilità nelle famiglie e utilizzo degli individui&#8221; diffusa oggi.</span></p>
<p><span id="intelliTXT"> Secondo il rapporto, nel nostro paese i beni tecnologici più diffusi sono la televisione, presente nel 95,9% delle famiglie e il cellulare (85,5%). Il pc è al terzo posto col 47,8% dopo videoregistratore e lettore Dvd.</span></p>
<p>Rispetto al 2006 l&#8217;accesso ad Internet è passato dal 35,6% al 38,8%, ed è migliorata anche la qualità della connessione usata per accedervi da casa: è cresciuta la quota di famiglie con connessione a banda larga, passata dal 14,4% al 22,6%. L&#8217;indagine evidenzia che tra le famiglie si osserva un forte divario tecnologico da ricondurre a fattori di tipo generazionale, culturale ed economico. Le famiglie costituite da sole persone di 65 anni e più continuano ad essere escluse dal possesso di beni tecnologici: appena il 6,5% di esse possiede il personal computer, soltanto il 4,8% ha l&#8217;accesso ad Internet.</p>
<p>All&#8217;estremo opposto si collocano le famiglie con almeno un minorenne che possiedono il personal computer e l&#8217;accesso ad Internet rispettivamente nel 71,2% e nel 55,7% dei casi. Nelle famiglie con capofamiglia dirigente, imprenditore o libero professionista sono molto diffusi i personal computer (82,3%) e l&#8217;accesso a Internet (71,7%). Nelle famiglie con capofamiglia operaio e in quelle con capofamiglia non occupato c&#8217;è una differenza di oltre 32 punti percentuali nel possesso di personal computer e di 37,7 punti nel possesso dell&#8217;accesso ad Internet tra le prime e le seconde, secondo il rapporto.</p>
<p>_NON SI RIDUCE DIVARIO TRA NORD E SUD<br />
Sono le famiglie del centro e del nord a possedere le quote più elevate di beni tecnologici. Il personal computer, ad esempio, è diffuso in uguale misura al centro e nel nord (circa il 50%) e meno nel sud (42,7%). Nel centro-nord si riscontra la quota più alta di famiglie con accesso ad Internet (oltre il 41%) e alla connessione a banda larga (circa il 25%), mentre nel sud e nelle isole le quote scendono rispettivamente al 32% e al 18% circa. Tra il 2006 e il 2007 non si è ridotto il divario tecnologico tra il nord e il sud del Paese.</p>
<p>Il rapporto spiega che l&#8217;Italia è indietro rispetto a molti dei paesi della Comunità Europea, risultando solo al diciottesimo posto in questa graduatoria (con un tasso di penetrazione del 43% rispetto alla media europea del 54%). Vicini all&#8217;Italia troviamo paesi come la Polonia (41%) e la Lituania (44%), mentre Olanda, Svezia e Danimarca registrano un tasso di penetrazione quasi doppio.</p>
<p>Rispetto al 2006, l&#8217;indagine evidenzia che è in crescita la quota degli utenti sia del personal computer sia di Internet. Relativamente alla frequenza di utilizzo si evidenzia un incremento delle persone che dichiarano di utilizzare il personal computer ed Internet tutti i giorni (dal 22,9% al 23,8% per il personal computer e dal 14,1% al 16,1% per Internet). Il picco di utilizzo del personal computer si ha tra i 15 e i 19 anni (oltre il 77%) e per Internet tra i 15 e i 24 anni (oltre il 68%). Tra le persone di 60-64 anni solo il 17,5% usa il personal computer e il 14,9% naviga in Internet.</p>
<p>In linea con gli anni precedenti, il rapporto ha riscontrato forti differenze di genere sia nell&#8217;uso del personal computer che in quello di Internet. Dichiarano, infatti, di utilizzare il personal computer il 47,2% degli uomini a fronte del 36,6% delle donne. Navigano in Internet il 42,3% degli uomini e il 31,7% delle donne. Va rilevato, comunque, che fino a 34 anni tali differenze di genere sono molto contenute o inesistenti.</p>
<p>(Reuters)</p>
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		<title>Il futuro di Internet: exaflood, banda larga, mobilità e investimenti</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jan 2008 06:59:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il primo post dell&#8217;anno deve dare il buon esempio: guardare avanti, cercando di riparare agli errori del passato   &#8230; Diamoci da fare, l&#8217;informatica in Italia è ancora troppo indietro! 
Intanto&#8230; felice 2008 a tutti!!!

Qualche giorno fa su quotidiani cartacei e digitali sono apparsi titoli allarmistici circa un possibile collasso di Internet previsto per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo post dell&#8217;anno deve dare il buon esempio: guardare avanti, cercando di riparare agli errori del passato <img src='http://www.orbitaweb.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  <em>&#8230;<strong> Diamoci da fare, l&#8217;informatica in Italia è ancora troppo indietro! </strong></em><br />
<em><strong>Intanto&#8230; felice 2008 a tutti!!!</strong></em></p>
<p><em></em><br />
Qualche giorno fa su quotidiani cartacei e digitali sono apparsi titoli allarmistici circa un possibile <strong>collasso di Internet previsto per il 2010</strong>: tra tre anni (da: <em>La Stampa</em>)  &#8211; <em>code e rallentamenti sono previsti sull’intera rete Internet</em> che, come un&#8217;autostrada analogica all&#8217;ora punta, risulterà <strong>inutilizzabile</strong>.</p>
<p>I blogger di <em>Blogosfere High Tech</em> riflettono sull&#8217;effettiva validità della ricerca del <em>Nemertes Research Group</em>, la società che ha lanciato l&#8217;allarme; sui dati relativi all&#8217;attuale utilizzo di Internet osservano che ad oggi <em>1 miliardo e 250 mila persone su un totale di 6 miliardi e mezzo di abitanti </em>hanno accesso alla Rete, un numero destinato ad aumentare come negli ultimi sette anni, durante i quali l&#8217;incremento è stato del 244%.</p>
<p>Non solo connessioni da terminali fissi, in ufficio e a casa, ma anche e sempre più <em><strong>dispositivi portatili</strong> che cambieranno il modo di usufruire della Rete e ne moltiplicheranno l’utilizzo poiché molto più immediato e possibile da ogni dove. </em>Sono i cellulari di nuova generazione e i minicomputer, cui vanno aggiunti <em>velocità di connessione sempre maggiori, costo dell’hardware sempre più basso e progressiva diminuzione del digital divide</em>.<br />
Esemplare per capire la quantità di dati che circolano costantemente sul Web il caso di<em>YouTube</em>: si dice che oggi consumi tanta capacità di banda quanta ne consumava l’intera popolazione di Internet nel 2000. Ed ecco che lo spettro di un <strong>Exaflood</strong> sembra meno remoto mentre qualche giorno fa si annunciava il passaggio di YouTube all&#8217;alta definizione.<br />
Siamo ancora in tempo per evitarlo? Occorrono investimenti pesanti: secondo Nemertes, occorrerà mettere sul piatto <strong>55 miliardi di dollari </strong>- circa il 70% in più di quanto attualmente previsto.</p>
<p>da:hightech.blogosfere.it</p>
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		<title>«Il Wifi fa male» e Parigi lo disattiva</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 06:52:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vertigini, nausea, dolori muscolari, insonnia. Non sono sintomi dell&#8217;influenza, ma dell&#8217;«allergia» al campo magnetico generato dal Wifi. Un fenomeno in espansione che preoccupa il comune di Parigi che ha disattivato il segnale in quattro biblioteche pubbliche. Decisione in linea con quanto già accaduto in Inghilterra, Germania e Canada..
AMBIZIONE - L&#8217;allarme è scattato dopo che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vertigini, nausea, dolori muscolari, insonnia. Non sono sintomi dell&#8217;influenza, ma dell&#8217;«allergia» al campo magnetico generato dal Wifi. Un fenomeno in espansione che preoccupa il comune di Parigi che ha disattivato il segnale in quattro biblioteche pubbliche. Decisione in linea con quanto già accaduto in Inghilterra, Germania e Canada..</p>
<p><span style="font-weight: bold">AMBIZIONE </span>- L&#8217;allarme è scattato dopo che la giunta di Bertrand Delanoé ha puntato sul Wifi per portare anche nei luoghi pubblici l&#8217;accesso gratuito alla rete. Un programma ambizioso: 225 centraline sparse in tutta la capitale. Non solo biblioteche, ma anche parchi, municipi, musei, piazzette.</p>
<p><span style="font-weight: bold">NAUSEA</span> &#8211; Ma in quattro biblioteche gli impiegati hanno cominciato a sentirsi male, soprattutto quelli che lavoravano vicino ai ripetitori WiFi. «Nausea, vertigini, insonnia &#8211; spiega Stephen Kerckhove, direttore generale di Agir pour l&#8217;Environnement (Ape) &#8211; sono sintomi tipici da campo magnetico nocivo».</p>
<p><span style="font-weight: bold">MORATORIA</span> &#8211; L&#8217;Ape e un&#8217;altra associazione hanno imposto una moratoria che la settimana prossima potrebbe estendersi al resto delle biblioteche della Ville Lumière. «Non siamo contro il Wifi a priori &#8211; precisa Kerckhove &#8211; ma è necessario affrontare scientificamente la questione».</p>
<p><span style="font-weight: bold">STUDI</span> &#8211; Un anno fa, <a href="http://www.arcep.fr/uploads/tx_gspublication/rapport-fin-etud%20%20erlan-dec2003.pdf" target="_blank"><u>l&#8217;Autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni elettroniche (Arcep) aveva definito innocuo il Wifi ad uso domestico</u></a>. «Il problema &#8211; sottolinea Kerckhove &#8211; si pone quando il segnale copre zone più vaste». Un primo studio è stato avviato dalla stessa Arcep, ma i risultati saranno noti solo a fine 2008.</p>
<p><span style="font-weight: bold">INGHILTERRA</span> &#8211; L&#8217;«allergia» al Wifi riguarda anche altri paesi europei. Ad aprile, in Inghilterra, il Sindacato degli insegnanti ha chiesto la sospensione del segnale nelle scuole, cogliendo l&#8217;allarme lanciato da William Stewart, presidente della Health Protection Agency. A giugno, un&#8217;<a href="http://video.google.nl/videoplay?docid=2243482823849327978" target="_blank"><u>inchiesta della Bbc</u></a> dimostrava che il campo magnetico in un&#8217;aula equipaggiata con Wifi era tre volte più potente di quello emesso da un ripetitore Gsm.</p>
<p><span style="font-weight: bold">MONDO</span> &#8211; In Germania, lo scorso anno, il Wifi è stato vietato in tutte le scuole di Francoforte e la scorsa estate, il governo Merkel ha chiesto ai tedeschi di privilegiare l&#8217;accesso via cavo. In Canada, il rettore dell&#8217;Università di Lakehead (Ontario) ha cablato con fibre ottiche il campus, disattivando tutte le centraline Wifi, «perché &#8211; si legge sul sito dell&#8217;ateneo &#8211; è provato che le onde elettromagnetiche provocano disturbi comportamentali, ostacolano le funzioni cognitive, favoriscono lo stress, interferiscono con le onde  cerebrali». Insomma, Internet va bene per studiare, ma non deve dare alla testa.</p>
<p>da:corriere.it</p>
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		<title>iPhone in Italia: Altroconsumo vigila</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 08:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[cellulari]]></category>

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		<description><![CDATA[Altroconsumo, allarmato a causa dei contratti stipulati da Apple in altri stati europei, ci mette in guardia sulle possibili conseguenze dell’iPhone italiano.
“Bello e desiderabile lo è di sicuro, ma non mancano le pecche, prima fra tutte il fatto che venga distribuito con un sim lock. Negli Stati Uniti funziona solo con la rete di AT&#38;T: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Altroconsumo, allarmato a causa dei contratti stipulati da Apple in altri stati europei, ci mette in guardia sulle possibili conseguenze dell’iPhone italiano.</p>
<p>“Bello e desiderabile lo è di sicuro, ma non mancano le pecche, prima fra tutte il fatto che venga distribuito con un sim lock. Negli Stati Uniti funziona solo con la rete di AT&amp;T: il blocco dura due anni.  Va ricordato che è un diritto del consumatore, sei mesi dopo l’acquisto di un apparecchio, di chiedere all’operatore di “sbloccarlo”. In questo caso il gestore non può opporsi.<br />
L’Agcom ha inoltre sancito che non solo il sim lock non può durare più di 18 mesi ma che, se si vuole vendere un apparecchio bloccato, questo dovrà avere un prezzo molto più basso rispetto al suo prezzo pieno. E, in ogni caso, la legge Bersani ha stabilito che il consumatore, in caso di obbligo contrattuale di un certo numero di anni, ha diritto di recesso in qualunque momento, sottolineando che non è possibile far pagare una penale giustificata dai costi che l’operatore è costretto a sostenere in questi casi. Esiste poi l’obbligo di vendere un apparecchio, e l’iPhone non dovrà fare eccezione, sia nella versione “bloccata” si in quella “sbloccata”, ovviamente con prezzi differenti.</p>
<p>Il livello di guardia è ancora più alto perché Apple detiene il 75% del mercato dei lettori di musica digitale. Inoltre ha un sistema chiuso a terze parti (che è già sotto indagine in Francia) e di conseguenza comincia a farsi concreto il rischio che possa estendere la sua posizione dominante nel mercato degli apparecchi integrati (lettori di musica-telefonino-smartphone).<br />
Se poi in Italia dà l’esclusiva a un operatore come Tim/Telecom, che è già stato notificato per la sua notevole forza di mercato, potrebbero esserci dei seri pericoli di tipo concorrenziale.”</p>
<p>da: Altroconsumo.it</p>
<p>Mirko</p>
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