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	<title>orbitaweb.it &#187; twitter</title>
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	<description>Il meglio dal mondo web... e da ciò che gli gira attorno</description>
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		<title>Condivisione dello status, è guerra tra Facebook e Twitter?</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 07:34:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<description><![CDATA[Facebook ha annunciato che metterà a disposizione dei programmatori nuove API (Application Programming Interfaces). Uno strumento in più per i servizi terzi che vogliono accedere o rilanciare gli aggiornamenti di status, note, link e video condivisi sul social-network.
Ecco un esempio riportato da Facebook: un sito di travel online potrebbe estendere l&#8217;upload di foto e video [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Facebook <a href="http://developers.facebook.com/news.php?blog=1&amp;story=193" target="_blank">ha annunciato</a> che metterà a disposizione dei programmatori <a href="http://news.cnet.com/8301-17939_109-10159110-2.html?tag=newsEditorsPicksArea.0" target="_blank">nuove API</a> (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Application_programming_interface">Application Programming Interfaces</a>). Uno strumento in più per i servizi terzi che vogliono accedere o rilanciare gli aggiornamenti di status, note, link e video condivisi sul social-network.<br />
Ecco un esempio riportato da Facebook: un sito di travel online potrebbe estendere l&#8217;upload di foto e video di un viaggio recente anche a Facebook. Si pensi alle tante community (come TripAdvisor) che invitano a condividere simili risorse. Integrando le nuove Api di Facebook questi servizi potrebbero permettere agli utenti di condividerle direttamete dal proprio sito, senza doverle caricare nuovamente su Facebook e viceversa.</p>
<p><strong>Le reazioni (a caldo)</strong> &#8211; Le prime reazioni all&#8217;annuncio <a href="http://www.techmeme.com/090207/p10#a090207p10" target="_blank">sono state al solito esagerate</a>, all&#8217;insegna della contrapposizione con gli altri strumenti di microblogging: Facebook decide di uccidere Twitter <a href="http://www.allfacebook.com/2009/02/facebook-opens-status-api-say-goodbye-to-twitter/" target="_blank">è stata l&#8217;interpretazione</a> che ha preso subito piede.</p>
<p><strong>Considerazioni (a freddo)</strong>: Non c&#8217;è dubbio che la mossa di Facebook vada sempre più in direzione della creazione di un unico grande servizio in grado di includere funzionalità del blogging (note), del microblogging (status) e del lifestreaming (condivisione di risorse come link e video). In realtà, già con l&#8217;apertura del News Feed questa ambizione era diventata chiara. Tutto ciò, però, non ha avuto come conseguenza la chiusura dei blog o la diminuzione degli utenti su Friendfeed e Twitter. Come <a href="http://venturebeat.com/2009/02/07/facebook-and-twitter-theres-blood-everywhere-but-no-one-is-dying/" target="_blank">spiega Venture Beat</a>, sta avvenendo l&#8217;esatto opposto: &#8220;invece di morire, tutti questi servizi stanno attirando traffico ed utenti&#8221;. Anche perché, <a href="http://www.techcrunch.com/2009/02/07/why-facebook-isnt-poised-to-steal-twitters-thunder/" target="_blank">sottolinea Techcrunch</a>, Twitter e Facebook (ma anche Friedfeed) si reggono su <strong>diversi modelli di partecipazione</strong>: su Facebook le relazioni sono bidirezionali, mentre su Friendfeed e Twitter non c&#8217;è reciprocità (si può seguire un utente, ma non essere seguito). Altra differenza: gli status update di Twitter sono pubblici, così come le conversazioni che generano. Lo stesso non vale su Facebook, dove si tende a rispondere alla domanda &#8220;Cosa stai facendo ora?&#8221; in maniera più letterale e &#8220;intima&#8221; rispetto a Twitter.</p>
<p><strong>E quindi?</strong> &#8211; Dalla contaminazione tra questi diversi servizi (già ora, ad esempio, si può ripubblicare lo status di Facebook su Friendfeed e così renderlo commentabile da sconosciuti), sicuramente nasceranno <strong>nuovi modi di condividere il proprio lifestream digitale</strong>, diversificati a seconda delle community di riferimento e della funzione del messaggio. In fondo, un po&#8217; di sana diversità non può che far bene ad allargare i confini delle proprie relazioni, evitando magari di chiuderle all&#8217;interno di giardini murati.</p>
<p>da:blog.panorama.it</p>
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